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Raccolta di narrazioni e lettere italiane con note latine/Lettere/145

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145. Francesco Redi al cardinale Facchenetti.

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145. Francesco Redi al cardinale Facchenetti[1].


Benchè in ogni tempo io sia tenuto a pregare Iddio per la conservazione di V. Eminenza, con tutto ciò, non già l'uso del mondo, ma la mia umilissima servitù e devozione mi obbliga[2] a singolarizzarne più del solito i voti in queste sante Feste di Natale, che le auguro felicissime, e colme di tutte quelle grazie che alla sua bontà si convengono. Il Signore Iddio gliele conceda, come io gliele bramo e ne lo supplico, con cento buoni anni di vita, acciò possa del continuo giovare, come fa, a chi vive; e baciandole il lembo della sacra veste la prego a gradire una cassetta che ardisco presentarle di frutti di questi sterili paesi, e un picciolo segno della mia affettuosa devozione[3]. E le fo umilissima riverenza.

Note

  1. Arg. Gli augura buone feste.
  2. ...et observantis facit ut...
  3. observentiæ testimonium...