<dc:title> Raccolta di narrazioni e lettere italiane con note latine </dc:title><dc:creator opt:role="aut">Gian Severino Perosino</dc:creator><dc:date>1861</dc:date><dc:subject></dc:subject><dc:rights>CC BY-SA 3.0</dc:rights><dc:rights>GFDL</dc:rights><dc:relation>Indice:Raccolta di narrazioni e lettere italiane con note latine.djvu</dc:relation><dc:identifier>//it.wikisource.org/w/index.php?title=Raccolta_di_narrazioni_e_lettere_italiane_con_note_latine/Lettere/145&oldid=-</dc:identifier><dc:revisiondatestamp>20251206100658</dc:revisiondatestamp>//it.wikisource.org/w/index.php?title=Raccolta_di_narrazioni_e_lettere_italiane_con_note_latine/Lettere/145&oldid=-20251206100658
Raccolta di narrazioni e lettere italiane con note latine - 145. Francesco Redi al cardinale Facchenetti. Gian Severino Perosino1861Raccolta di narrazioni e lettere italiane con note latine.djvu
Benchè in ogni tempo io sia tenuto a pregare Iddio per la conservazione di V. Eminenza, con tutto ciò, non già l'uso del mondo, ma la mia umilissima servitù e devozione mi obbliga[2] a singolarizzarne più del solito i voti in queste sante Feste di Natale, che le auguro felicissime, e colme di tutte quelle grazie che alla sua bontà si convengono. Il Signore Iddio gliele conceda, come io gliele bramo e ne lo supplico, con cento buoni anni di vita, acciò possa del continuo giovare, come fa, a chi vive; e baciandole il lembo della sacra veste la prego a gradire una cassetta che ardisco presentarle di frutti di questi sterili paesi, e un picciolo segno della mia affettuosa devozione[3]. E le fo umilissima riverenza.