<dc:title> Raccolta di narrazioni e lettere italiane con note latine </dc:title><dc:creator opt:role="aut">Gian Severino Perosino</dc:creator><dc:date>1861</dc:date><dc:subject></dc:subject><dc:rights>CC BY-SA 3.0</dc:rights><dc:rights>GFDL</dc:rights><dc:relation>Indice:Raccolta di narrazioni e lettere italiane con note latine.djvu</dc:relation><dc:identifier>//it.wikisource.org/w/index.php?title=Raccolta_di_narrazioni_e_lettere_italiane_con_note_latine/Lettere/155&oldid=-</dc:identifier><dc:revisiondatestamp>20251211215622</dc:revisiondatestamp>//it.wikisource.org/w/index.php?title=Raccolta_di_narrazioni_e_lettere_italiane_con_note_latine/Lettere/155&oldid=-20251211215622
Raccolta di narrazioni e lettere italiane con note latine - 155. (150 bis) Vittorio Alfieri a N. N. Gian Severino Perosino1861Raccolta di narrazioni e lettere italiane con note latine.djvu
Ricever male una persona che mi ha reso un servizio, non voglio; ricever bene un individuo, che, comunque sia, fa parte d'una nazione ch'io aborrisco, non posso. La generosità dunque di chi mi ha reso già un servizio esige ch'egli me ne presti un secondo, e lasciando tutto il torto dalla parte mia egli mi dispensi anco dal ricerverlo. Non mi dispenso io però dalla gratitudine; e dove che io vaglio a servirlo, son pronto a farlo. Firenze, 8 luglio 1778.