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Raccolta di narrazioni e lettere italiane con note latine/Narrazioni/11

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11. Buondelmonte e prima divisione intestina in Firenze (1215).
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11. Buondelmonte e prima divisione intestina in Firenze (1215).


Erano in Firenze, intra le altre potentissime, Buondelmonti e Uberti; appresso a queste erano gli Amidei e i Donati. Era nella famiglia dei Donato una donna vedova e ricca, la quale aveva una figliuola [p. 11 modifica]di bellissimo aspetto. Aveva costei intra sé disegnato[1] a messer Buondelmonte, cavaliere giovane, e della famiglia de' Buondelmonti capo, maritarla. Questo suo disegno, o per negligenza, o per credere potere essere sempre a tempo, non aveva ancora scoperto[2] a persona, quando il caso fece[3] che a messer Buondelmonte si maritò una fanciulla degli Amidei; di che quella donna fu malissimo contenta[4]; e sperando di potere con la bellezza della sua figliuola[5] prima che quelle nozze si celebrassero perturbarle, vedendo messer Buondelmonte che solo veniva verso la sua casa, scese da baso, e dietro si condusse la figliuola, e nel passare quello[6], se gli fece incontra dicendo: Io mi rallegro veramente assai dell'aver voi preso moglie, ancora che io vi avessi serbata questa mia figliuola: e spinta la porta[7], gliene fece vedere. Il cavaliere veduto la bellezza della fanciulla, la quale era rara, e considerato il sangue e la dote non essere inferiore a quella di colei che egli aveva tolta[8], si accese in tanto ardore di averla, che non pensando alla fede data, né alla ingiuria che faceva a romperla, né ai mali che dalla rotta fede gliene potevano incontrare[9], disse: Poiché voi me l'avete serbata, io sarei uno ingrato, senso ancora a tempo, a rifiutarla: e senza metter tempo in mezzo celebrò le nozze. Questa cosa come fu intesa riempiè di sdegno la figlia degli Amidei e quella degli Uberti, i quali erano loro per parentado congiunti; e convenuti insieme con molti altri loro parenti, conchiusero che questa ingiuria non si poteva senza vergogna tollerare, né con altra vendetta che con la morte di messer Buondelmonte vendicare. E benché alcuni discorressero i mali che da quella potessero seguire, il Mosca Lamberti disse, che [p. 12 modifica]chi pensava assai cose non ne conchiudeva mai alcuna, dicendo quella trita e nota sentenza: Cosa fatta capo ha[10]. Dettono pertanto il carico di questo omicidio al Mosca, a Stiatta Uberti, a Lambertuccio Amidei e a Oderigo Fifanti. Costoro la mattina della Pasqua di Resurrezione si rinchiusero nelle case degli Amidei, poste tra il Ponte Vecchio e Santo Stefano, e passando messer Buondelmonte il fiume sopra un caval bianco, pensando che fosse così facile cosa sdimenticare un'ingiuria come rinunziare a un parentado, fu da loro a piè del ponte sotto una statua di Marte assaltato e morto. Questo omicidio divise tutta la città, e una parte si accostò ai Buondelmonti, l'altra agli Uberti.

Mach.

Note

  1. secum ipsa statuerat
  2. tulli adhoc patefecerat
  3. cum forte accidit ut...
  4. quod iniquissime tullit
  5. illiæ forina conflea...
  6. præteremit equiti obviam facta
  7. adupertaque lanum cum conspiciendum præbuit
  8. cui ipse despoderat bonis cedere, tanta cupidine illius poetunde exabuit
  9. costaque iste secutura negligens
  10. incepto tantummodo opus est. Sall.