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Raccolta di narrazioni e lettere italiane con note latine/Narrazioni/13

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13. Trista fine di Messer Corso Donati (1308)


Messer Corso era tornato da Roma, e sarebbesi vivuto quietamente in Firenze, se la città dall'animo inquieto di lui non fosse stata nuovamente perturbata. Aveva costui, per darsi[1] riputazione, sempre tenuto opinione contraria ai più potenti, e dove ei vedeva inclinare[2] il popolo, quivi, per farselo più benevolo, la sua autorità voltava; in modo che a lui rifuggivano tutti quelli che desideravano di ottenere alcuna cosa straordinaria. Per questo molti riputati cittadini lo odiavano; ma tanta era l'autorità che la sua persona seco portava[3], che ciascuno lo temeva.

Per non di meno per togli il favor popolare[4] disseminarono che voleva occupar[5] la tirannide; il che era a persuader facile, perché il suo modo di vivere ogni civil misura[6] trapassava. La qual opinione assai [p. 14 modifica]crebbe, poiché egli ebbe tolta per moglie una figliuola di un certo Uguccione, capo di parte Ghibellina e Bianca, e in Toscana potentissimo signore. Questo parentado, come venne a notizia, diede animo a' suoi avversari, che presero contro di lui le armi; ed il popolo per le medesime ragioni non lo difese, anzi la maggior parte di quello co' nemici suoi convenne[7]. Messer Corso veggendosi circondato dai nemici, deliberò, poiché egli era disperato[8], della vittoria, vedere se poteva trovar rimedio alla salute; e fatto impeto con molti de' suoi più fidati contra i nemici, gli aperse in maniera[9], che potè combattendo uscirsene dalla città. Ma sopraggiunto[10] per via nel tornare verso Firenze, non volendo vedere i suoi nemici vittoriosi, si lasciò cader[11] da cavallo, ed essendo in terra, fu da uno di quelli che lo menavano scannato. Questo fine ebbe Messer Corso, dal quale la patria ebbe a riconoscere[12] molti beni e molti mali.

Dal Mach.

Note

  1. ut sibi nomen compararet.
  2. quo populum spectamen videbat, eo...
  3. tanta... auctoritatem valebat.
  4. ut popolum ab eo alienarent.
  5. tyrannidem affettare.
  6. omnem civile modem excedebat.
  7. plerique eius adversarius advanserunt
  8. diffisus victoriœ, fuga viduti prœcipere statuit; et una cum fidissimus...
  9. cos ita fudit ut excedere pugnans...
  10. Sed in itinere deprehensus
  11. ipse se equo deiecit, Humi iscentem...
  12. multis bonis et malis affecta fuit.