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Raccolta di narrazioni e lettere italiane con note latine/Narrazioni/16

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16. Cola di Rienzo (1354).

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16. Cola di Rienzo (1354).


In questo tempo segui a Roma una cosa memorabile[1], che un Niccolò di Lorenzo, cancelliere in Campidoglio, cacciò i senatori di Roma, e si fece, sotto il titolo di Tribuno, capo della repubblica romana; e quella nell'antica forma ridusse con tanta riputazione di giustizia e di virtù, che non solamente le terre propinque, ma tutta l'Italia gli mandò ambasciatori; dimododichè le antiche provincie, vedendo come Roma [p. 18 modifica]era rinata, sollevarono il capo, ed alcune, mosse dalla paura, alcune dalla speranza, l'onoravano. Ma Niccolò non ostante tanta riputazione, sè medesimo nei suoi principj abbandonò; perchè invilito sotto tanto peso[2], senza essere da alcuno cacciato, celatamente si fuggì, e se ne andrà a trovare Carlo re di Boemia, il quale per ordine del papa, in dispregio di Lodovico di Baviera, era stato eletto imperadore. Costui per gratificarsi il pontefice gli mandò Niccolò prigione. Segui dipoi dopo alcun tempo che ad imitazione[3] di costui, un Francesco Baroncelli occupò a Roma il tribunato, e ne cacciò i senatori; tanto che il papa per il più pronto rimedio a reprimerlo trasse di prigione Niccolò, e lo mandò a Roma, e rendergli l'ufficio del tribunato, tanto che Niccolò riprese[4] lo stato, e fece morire Francesco. Ma sendogli diventati nemici[5] i Colonnesi, fu ancora esso dopo non molto tempo morto, e restituito l'ufficio ai senatori.

Mach.

Note

  1. hoc accidit memorabile, ut Nicolaus quidam Laurentii f.
  2. tanto pondere frætus, altro ad... clam comforgit.
  3. hunc imitatus quidam... tribunum iuvenit.
  4. rerum iterum potitus occidi iussit...
  5. sed postea Colunnensibus infenus, et ipsus ducatus...