Raccolta di narrazioni e lettere italiane con note latine/Narrazioni/23
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23. Fine della Congiura suddetta (1478).
Fatta questa deliberazione, se n'andarono nel tempio (di santa Reparata), nel quale già il cardinale (Riario) con Lorenzo de' Medici era venuto. La chiesa era piena di popolo, e l'uffizio divino[1] cominciato, quando ancora Giuliano de' Medici non era in chiesa. Onde che Francesco de' Pazzi insieme con Bernardo alla sua morte destinati[2] andarono alle sue case a trovarlo, e con prieghi e con arte nella chiesa lo condussero. È cosa veramente degna di memoria, che tanto odio, tanto pensiero[3] di tanto eccesso si potesse con tanto cuore e tanta ostinazione d'animo da Francesco e da Bernardo ricoprire; perchè condottolo nel tempio, e per la via e nella chiesa con motteggi e giovenili ragionamenti lo intrattennero. Nè mancò Francesco, sotto colore di carezzarlo[4], con le mani e con le braccia strignerlo, per vedere se lo trovava o di corazza o d'altra simile difesa munito. Sapevano Giuliano e Lorenzo l'acerbo animo de' Pazzi contra di loro[5]; e com'eglino desideravano di torre loro l'autorità dello stato; ma non temevano già della vita, come quelli che credevano, che quando pur eglino avessero a tentare cosa alcuna, civilmente[6] e non con tanta violenza l'avessero a fare. E perciò anche loro non avendo cura alla propria salute, d'essere loro amici simulavano. Sendo adunque preparati gli ucciditori, quelli a canto a Lorenzo, dove per la moltitudine che nel tempio era facilmente e senza sospetto potevano stare, e quelli altri insieme con Giuliano, venne l'ora destinata; e Bernardo Bandini con un'arme corte[7] a quello effetto apparecchiata passò il petto a Giuliano, il quale dopo pochi passi cadde in terra; sopra il quale Francesco de' Pazzi gittatosi, lo empiè di ferite[8], e con tanto studio lo percosse, che accecato da quel furore che lo portava, sè modesimo in una gamba gravemente offese. Messer Antonio e Stefano dall'altra parte assalirono Lorenzo, e menatogli più colpi[9], d'una leggier ferita nella gola lo percossero; perchè o la loro negligenza, o l'animo di Lorenzo, che vedutosi assalire, con l'armi sue si difese, o l'aiuto di chi era seco, fece vano[10] ogni sforzo di costoro. Talchè quelli sbigottiti si fuggirono e si nascosero; ma dipoi ritrovati, furono vituperosamente morti, e per tutta la città strascinati.
Mach.
Note
- ↑ sacra fieri tam cœperant
- ↑ quibus ilius recandi partes demandate erant, hominem in ædibus convenere, quem
- ↑ tantum odium tantumque scelus animo concipere et tanta constantia tegere... potuisse
- ↑ tamquam blanditurus, manibus...
- ↑ Partiorum in se odium con latebat Mediceos...
- ↑ si quod molituri essent, citru tamen modum civilem et vim id esso facturos.
- ↑ gladiolo ad id parato
- ↑ quem iacentem... invasit et vulneribus confecit
- ↑ Laurentino aggressi, pluribus ictibus petitum leviter...
- ↑ irritum corum fecit contemni.