Raccolta di narrazioni e lettere italiane con note latine/Narrazioni/24
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24. I Turchi assaltano e prendono Otranto (1485).
Era Maumetto gran Turco andato con un grandissimo esercito[1] a campo a Rodi, e quello avea per molti mesi combattuto; nondimeno ancora che le forze sue fussero grandi, e l'ostinazione[2] nell'espugnazione di quella terra grandissima, la trovò maggiore negli assediati, i quali con tanta virtà da tanto impeto si difesero[3]; che Maumetto fu forzato da quello assedio partirsi con vergogna. Partito pertanto da Rodi, parte della sua armata sotto Iacometto Bascià[4] se ne venne verso la Valona, e, o che quello vedesse la facilità dell'impresa, o che pure il signore glielo comandasse, nel costeggiare l'Italia[5] pose in un tratto quattro mila soldati in terra; ed assaltata la città di Otranto, subito la prese e saccheggiò, e tutti gli abitatori di quella ammazzò. Dipoi con quelli modi gli occorre migliori[6], e dentro in quella e nel porto s'affortificò, e riduttovi buona cavalleri, il paese circostante correva e predava. Veduto il re questo assalto, e cognosciuto di quanto principe la fusse impresa[7], mandò per tutto nunzj a significarlo, ed a domandare contra al comune nimico aiuti, e con grande instanzia rivocò il duca di Clavaria e le sue genti, che erano a Siena.
Mach.
Note
- ↑ Maometus Turcorum imperator maximo cum exercita in Rhodum insulam profectus cum... oppugnaverat
- ↑ et maximo conatu offensionem ergeret,
- ↑ tantum impetum repulerant...
- ↑ Satrape
- ↑ dem italicam oram legeret subito quattuor militia militium e navibus eduxit.
- ↑ quam maxime patuit tum orbem tum portum munire conductoque satis copioso equite, omnia circum depopolari.
- ↑ Rex (Neapolitanorum) cognifare... nunciis missis, auxilia...