Raccolta di narrazioni e lettere italiane con note latine/Narrazioni/25
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25. Origine del Banco[1] di s. Giorgio in Genova.
Poichè i Genovesi ebbero fatta pace[2] con i Vineziani dopo quella importantissima guerra, che molti anni addietro era seguita intra loro, non potendo soddisfare quella loro Repubblica e quelli citadini, che gran somma di danari[3] avevano prestati, concesse loro l'entrate della dogana[4], e volle che secondo i crediti ciascuno per i meriti della principal somma[5], di quelle entrate partecipasse, insino a tanto che dal Comune fussero interamente soddisfatti. E perchè potessero convenire insieme, il palagio il quale è sopra la dogana loro consegnarono. Questi creditori adunque ordinarono tra loro un modo di governo[6], facendo un consiglio di conto di loro che le cose pubbliche diliberasse, e un magistrato di otto cittadini, il quale come capo di tutti l'eseguisse[7]; e i crediti loro divisero in parti, le quali chiamarono Luoghi, e tutto il corpo[8] loro di S. Giorgio intitolarono. Distribuito così questo loro governo, occorse al Comune della città nuovi bisogni, onde ricorse a S. Giorgio per nuovi aiuti, il quale trovandosi ricco e bene amministrato[9] lo potè servire. E il Comune all'incontro, come prima gli aveva la dogana conceduta, gli cominciò per pegno de' danari aveva[10], a concedere delle sue terre; e in tanto è proceduta la cosa[11], nata dai bisogni del Comune, e servigi di S. Giorgio, che quello si ha posto sotto la sua amministrazione[12] la maggior parte delle terre e città sottoposte all'imperio genovese, le quali e governa, e difende, e ciascuno anno per pubblici suffragi vi manda suoi rettori senza che il Comune in alcuna parte se ne travagli.
Mach.
Note
- ↑ Genuensis Mensa S. Georgii origo.
- ↑ pace cum Venetis composita
- ↑ ingentem pecuniam mutuam dedisent,
- ↑ pecuniam eis concessit quie ex portoriis cedibat.
- ↑ pro sortis ratione, frueretur
- ↑ privata administrationis formum iniere, centumviris creatis.
- ↑ statuta exquerentur,
- ↑ universam ordinem a saneto Georgio noncuparunt.
- ↑ qui ex optima administration locupletior suisidio esse potuit.
- ↑ in mutuatæ sibi pecunim pagans oppida ei dedit...
- ↑ res eo processit...
- ↑ ut hæc administratio sui iuris fecerit pleraque regiones atque urbes quæ republicæ parebant