Raccolta di narrazioni e lettere italiane con note latine/Narrazioni/28
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28. Lorenzo de' Medici (1472).
I Fiorentini finita la guerra di Serezana, vissero insino al mdccccxcii, che Lorenzo dei Medici morì, in una felicità[1] grandissima; perchè Lorenzo posate le armi d'Italia, le quali per il senno ed autorità sua s'erano ferme[2], volse l'animo a far grande sì e la città sua, ed a Piero suo primogenito l'Alfonsina figliuola del cavaliere Orsino congiunse; dipoi Giovanni suo secondo figliuolo alla dignità del cardinalato trasse[3]. Il che tanto fu più notabile, quanto fuora d'ogni passato esempio, non avendo ancora quattordici anni, fu a tanto grado condotto[4]. Il che fu una scala da poter fare salire la sua casa in cielo[5], come poi nei seguenti intervenne. A Giuliano terzo suo figliuolo, per la poca età sua e per il poco tempo che Lorenzo visse, non potette di straordinaria fortuna provvedere[6]. Delle figliuole, l'una a Iacopo Salviati, l'altra a Francesco Cibo, la terza a Piero Ridolfi congiunse; la quarta, la quale egli per tenere la sua casa unita[7] aveva maritata a Giovanni de' Medici, si morì. Nell'altre sue private cose fu quanto alla mercatanzia infelicissimo; perchè per il disordine[8] dei suoi ministri, i quali non come privati, ma come prinicipi le cose sue amministravano; in molte parti molto suo mobile[9] fu spento; in modo che convenne che la sua patria di gran somma di danari lo sovvenisse. Ondechè quello per non tentare più simile fortuna, lasciate da parte le mercantili industrie, alle possessioni, come più stabili e più ferme ricchezze, si volse. E nel Pratese, nel Pisano, ed in val di Pesa fece possessioni[10], e per utile e per qualità di edifizj e di magnificenza, non da privato cittadini, ma regio. Volsesi dopo qesto a far più bella e maggiore la sua città; e perciò sendo in quella molti spazj senza abitazioni, in essi nuove strade da empiersi[11] di nuovi edifizj ordinò, ondechè quella città ne divenne più bella e maggiore. E perchè nel suo stato più quieta e sicura vivesse, e potesse i suoi nimici discosto[12] da sè combattere o sostenere, verso Bologna nel mezzo dell'Alpi[13] il castello di Fiorenzuola affortificò. Verso Siena dette principio ad instaurare il Poggio imperiale, e farlo fortissimo. Verso Genova, con l'acquisto di Pietrasanta e di Serezana, quella via al nimico chiuse.
Note
- ↑ Florentinis a bello... ad... maxima felicitate perfrui venit
- ↑ pace Italia comparata prudentia et auctoritate sua ad gente civitatisque splendorem converent animum
- ↑ ad porporatorum patrum dignitatem erexit.
- ↑ cum quiddam decinum ætati annum nondam attigeret.
- ↑ Quibus tempum gradilius Medicea domus ad sommam potentiæ fastigium conicendit.
- ↑ Juliano... precotiorem fortunam comparare non potuit.
- ↑ in familiæ concordiam...
- ↑ ob ministorum intemperantiam
- ↑ maximæ illius opes perierant;
- ↑ prædia sito comparavit
- ↑ poxos vicos novis ælideris adorendos
- ↑ hostes artare
- ↑ luperdiis Alpibus Florentiolam oppidum munivit.