Vai al contenuto

Raccolta di narrazioni e lettere italiane con note latine/Narrazioni/3

Da Wikisource.
Narrazioni - 2 Narrazioni - 4
[p. 2 modifica]

3. P. Decio Mus e Q. Fabio Massimo Rulliano.


Erano Decio e Fabio, consoli romani, con due eserciti all'incontro degli eserciti dei Sanniti e dei Toscani; e venendo alla zuffa e alla giornata[1] insieme, è da notare in tal fazione, quale di due diversi modi di procedere tenuti dai due consoli sia migliore. Perchè Decio con ogni impeto e con ogni suo sforzo assaltò il nimico; Fabio solamente lo sostenne[2], giudicando l'assalto lento essere più utile, riserbando l'impeto suo nell'ultimo, quando il nimico avesse perduto il primo ardore[3] del combattere, e, come noi diciamo, la sua [p. 3 modifica]foga. Dove si vede, per il successo della cosa, che a Fabio riusci molto meglio il disegno[4] che a Decio; il quale si straccò nei premi impeti; in modo che, vedendo la banda sua piuttosto in volta che altrimenti, per acquistare con la morte quella gloria alla quale con la vittoria non aveva potuto aggiungere, ad imitazione del padre sacrificò se stesso per le romane legioni. La qual cosa intesa da Fabio, per non acquistare manco onore vivendo[5], che s'avesse il suo college acquistato morendo, spinse innanzi tutte quelle forze che s'aveva a tale necessità riservate; donde ne riportò una felicissima vittoria. Di qui si vede che 'l modo del procedere di Fabio è più sicuro e più imitabile.

Mach.

Note

  1. ...cum simul proelio esset decertandum...
  2. ...hostem Decius... aggressus est; Fabius tantum sustinuit.
  3. ...proelii ardorem maturato restinxisset.
  4. ...Fabio melius quam Decio rem a contraillo cesisse.
  5. ...ne minor sibi viventi quani collegae occumbenti honor accoderet...