Raccolta di narrazioni e lettere italiane con note latine/Narrazioni/32
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32. Scoperta dell'America (1492).
Posciachè a questo luogo il corso della mia istoria m'ha condotto, situo convenevole essere, quale di questo fatto[1], che di tutti quelli che alcuna età ha giammai veduti, è il maggiore e il più bello, sia stato il cominciamento; e ancora qual della terra parte appresso a questo, e quai genti, e come costumate trovate state siano, per quanto la convenevolezza[2] di questa mia impresa opera il permette, brievemente dover raccontare.
Era Colombo genovese, uomo di vivo ingegno, il quale molte regioni cercate, molti de' nostri mari e molto Oceano veduto avea. Questi, siccome suol essere l'umano animo appetente e desideroso di nuove cose, a Ferdinando e ad Isabella re della Spagna propose e mostrò loro: Quello che tutta quasi l'antichità ha creduto, cinque essere le parti del cielo, delle quali la mezzana[3] da calori, le due sezzaie[4] da freddi siano in maniera viziate, che quelle che sotto queste sono, altrettante della terra parti, abitari dagli uomini non si possino; due solamente tra queste tre, sotto quelle stesse parti del cielo poste, potersi abitare, vana favola[5] degli antichi essere, e divisione da nulle vere ragioni sostenuta e confermata. Impreudente[6] per poco necessario essere che si creda Iddio stato, se egli così ha fabbricato il mondo, che la molto maggior parte della terra, per soverchia intemperatezza[7], vacua d'uomini, nessuna utilità di sè dia. Il gomitolo[8] della terra di tale qualità essere, che il potere per tutte le due parti gire e passare agli uomini non sia tolto. Perchè non si debba egli potere sotto la mezzana[9] conversion del cielo vivere, dove il calor del giorno col freddo della notte in pari spazio dell'una dimora e dell'altra si temperi, specialmente declinando così tosto il sole a qualsivoglia delle due parti[10], e quando sotto a quelle conversioni, nelle quali il sole a noi più vicino lungamente dimora, pure si vive? Sotto la Tramontana fredde le terre essere, ma non vote e prive d'uomini. Così sotto il cielo Australe trovarsi le cale, e avervi nondimeno degli animali e degli uomini. Quello che gli scrittori Oceano chiamarono, non essere di vana ed ignava grandezza[11], ma pieno d'isole e di luoghi abitati dagli uomini. E così il gomitolo da ogni parte della vitale aura partecipare. Detto ciò alli Re, richiese loro di potere con loro aita nuove isole e nuovi liti gire cercando[12]: e sperava che non mancherebbe alle sue imprese la fortuna; e che il loro impero grandemente crescerebbe, affermò loro.
Dalli Re, di nuova speranza ripieni, lodata alla perfine la openione di Colombo (la quale essi tuttavia sette anni rifiutata avean) con le tre navi partitosi Colombo, e gito alle Isole Fortunate, le quali si chiamano le Canarie, e da quelle trentatrè interi giorni il sole occidente[13] seguitando, sei isole trovò, delle quali due ne sono di non moderata grandezza. Col Re d'una di queste due isole fatta amistà e lega Colombo, quarantadue de' suoi a lui lasciati, i quali e i costumi e la lingua loro apprendessero, e se, che in brive ritornerebbe[14], aspettassero; e diece di quelli dell'isola seco recando, in Ispagna si ritornò. Questa fu di que' viaggi l'origine, e questo della presa a farsi alle incognite regioni del mondo navigazione fu il principio. L’anno appresso, siccome promesso avea, con navi dicesette, e soldati e fabbri e vettovaglia d’ogni guisa, per ordine delli detti Re, quivi Colombo, avendosi egli un poco a man sinistra piegato, a molte isole pervenne: delle quali alcune da fieri e crudeli uomini abitate erano, i quali di carne di fanciulli e d’uomini, che in altre isole per guerra o per latrocinio presi avessero, si pasceano di femmine non pasceano, Canibali detti. Ma essendosi Colombo a quella isola ritornato, dalla quale, l'anno avanti partito s’era, ed aveala Ispagnolina nomata, per la bontà del terreno e per la grandezza di lei, ad edificarvi una città, e a coltivarsi la terra incominciò[15]. Gli alberi da nessun tempo dell’anno di frondi si spogliavano, fuori solamente una o due guise[16] di loro: delle qua' tutte nessuna ne videro gli Spagnuoli da noi conosciuta, se non la palma e il pino. Quelli dell’isola della terra di due spelonche sè esser nati e prodotti dicevano[17].
Bembo.
Note
- ↑ non alienum duco quod eius rei... initium fuerit; tam quæ orbis portio, quæve gentes...
- ↑ quantum suscepti operis ratio sinit
- ↑ quinque esse cæli partes, quorum media caloribus,
- ↑ duæ extreme frigoribus sie afficiantur...
- ↑ inamen esse veteram fabulam, descriptionemque nullis argumentis fulciri et confirmari.
- ↑ Improvidum prope Deum esse habendum
- ↑ ob nimiam intemperiem... nullius sit usus.
- ↑ Globum esse terræ huec eius modi ut commeandi...
- ↑ cur eos media cœli conversione deci non possit...
- ↑ presentim cum tam sito sol in alterorum deciem partem...
- ↑ quem Oceanum scriptores appellaret, eiu nec esse desidia ingenetinis...
- ↑ petit ub sibi liceat corum opinum novas intuiam, nova lituora quæreri
- ↑ occidentem item secutus,
- ↑ qui mores et sermones gentis addiscerunt, sequis tanti reverorum expectarent, decem ex innolaribus...
- ↑ ob soli bonitatem ed insulæ magnitudinem, oppidum condere et terram colere cœpit.
- ↑ arbores nullo anni tempore frondibus spoliantur, una aut altera excepta, quarum nullam nobis cognitam... viderunt
- ↑ Insulares duobus se e specubus, terra proditos atque natos dicebant.