Vai al contenuto

Raccolta di narrazioni e lettere italiane con note latine/Narrazioni/42

Da Wikisource.
42. Insidie di Ludovico il Moro contra la città di Pisa (1498).
Narrazioni - 41 Narrazioni - 43
[p. 50 modifica]

42. Insidie di Ludovico il Moro contra la città di Pisa (1498).


Nella primavera dell'anno 1498 già mezza[1], il signor Ludovico per sua natura e ingegno, di stato e di signoreggiare avidissimo, e di ciò impazientissimo, che vedea la città di Pisa molto più amica essere della Repubblica (di Venezia), o più stimarla, che la benevolenza di lui o la fede non era[2], di farsi della città di Lucca signore con male arti si sforzò, affinechè egli o più agevolmente far sua potesse Pisa, o alla Repubblica, desiderosa di fare il somigliante, resistere con forza più ferme potesse; una terra ad ogi copia opportunissima e di vicinanza congiuntissima alla sua dizione aggiungendo[3], e a sè traducendo. Perchè ordinate[4] quelle insidie, che di fare a detta Città intendea, finse di voler andare a Genova, per potere i Lucchesi sprovvedutamente assalire, di gire altrove dimostrando[5]. Ma scopetosi il trattato[6], mentre egli era in cammino, quelli della terra si rafforzarono. Perduta Ludovico la speranza di prender Lucca, perchè non si paresse che egli con infinito animo avesse quela gita a far presa, se n'andò a Genova: e qui stato alcuni dì, a Milano se ne tornò.

Bembo.

Note

  1. Vere tam medio, Lud. Sfortia,
  2. quod Pisarum civitatem multo reipublicam amiciorem esse magisque tribuere, quam ipsius vel benevolentiæ, vel fidei...
  3. municipio... adiecto, ad æque traducto.
  4. compositis quas intendebat insidiis,
  5. ire se Genuam simulat,... tamquam alio properans,
  6. detecta proditione,... oppidans se communiunt.