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Raccolta di narrazioni e lettere italiane con note latine/Narrazioni/45

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45. Ludovico il Moro ritorna in Milano (1500).


Il Signor Ludovico, raccolte il Lamagna genti non moltissime, dalla parte[1] e fazion di quelli che da' Francesi, per la loro temerità e arroganza, erano irritati e offesi stati, e nuove cose di fare ardivano, grandemente favorito e giovato; s'era nei fini del regno nel principio dell'anno 1500 condotto. Il Triulzi e l'altro[2] Capitano delli due del Re, che con Cesare erano, rivocarono, e comandar loro che senza dimora e rattamente[3] ritornassero. E così vedutosi spogliar Cesare della molto maggior parte della sua oste[4], a Roma se n'andò. Ritornante con oste il Signor Ludovico a ricuperar le cose[5], che perdute avea; diliberò il Senato (Veneto), che la cavalleria e la fanteria tutta della [p. 53 modifica]Repubblica subito nel Cremonese n'andasse: e che tre mila Svizzeri tantosto si conducessero. In questo tempo il Signor Ludovico, presa da' suoi la città di Como senza battaglia, conciossiacosachè i Francesi, che vi erano, temendo d'essere da quelli di drento[6] e dai nimici intrachiusi, lasciatala, partiti se n'erano: mandò innanzi il Signor Ascanio suo fratello con parte delle sue genti a Melano: il quale avvicinatosi, i cittadini, prese le arme, il Triulzi e i Francesi cacciaron via, e a Lui le porte apersero. E due di dappoi venendovegli con l'oste rimanente, fu ricevuto nella città.

Bembo.

Note

  1. eorum factione, quos Galli... quique neva moliebantur, magnopere adiutus;
  2. dux regias ex duobus alter oppure regis dux alter.
  3. ad se celeriter reverti iusserunt.
  4. Cæsar, multo maiore sui exercitus parte ablata,
  5. Ludovico, ad recuperanda quæ amiserat, cum exercitu revertente, Senatus decrevit, ut...
  6. veriti ne ab oppidanis atque ab hostibus intercluderentur,