Raccolta di narrazioni e lettere italiane con note latine/Narrazioni/46
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46. Ludovico il Moro prende Novara (1500).
Il Signor Ludovico stato[1] alcuni pochi dì in Melano, per trarre da' suoi cittadini con umili e vezzose parole denari, a Pavia se n'andò: nè in luogo veruno grandemente impedito, i Francesi, che ogni dì in più lontana parte del regno si ritraevano, seguitando; alla fine a Novara, la quale il Triulzi avea di presidio munita[2], pose la sua oste; e perciocchè egli era di artiglierie grosse men fornito[3], che bisogno stato non gli sarebbe, a premere la città, spesso assalendola, intese: e in quei di secento cavalieri Borgognoni, mandatili da Massimiliano, sopraggiunsero. Questi adoperando egli a rimuovere da sè gl'inimici; e ora ricevuto danno, postegli da loro le insidie, ora fattogliele, cacciandonegli[4]; ritratto alla fine dal Triulzi il soccorso postovi da lui, perciocchè avea incominciato a non fidarsi di quelli della Città, e già le vettovaglie[5] a' suoi rinchiusi mancavano; ebbe Novara, che se gli rendè.
Bembo.
Note
- ↑ paucos dies commoratus, dum a civibus humili subdolaque oratione pecuniam corregaret.
- ↑ quam præsidius firmaverat.
- ↑ quod erat a muralibus tormentis imparatior, crebris assultibus premere oppidum insistit.
- ↑ modo per insidias detrimento accepto, modo fusis hostibus illato, abductis denum a Trivultio præsidis
- ↑ neque iam commentus interclusis,