Raccolta di narrazioni e lettere italiane con note latine/Narrazioni/50
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50. La Repubblica di S. Marino invano cerca aiuto contro il Duca Valentino presso i Veneziani.
È ne' fini di Arimino un monte alto con due gioghi[1], che due corna paiono, dalla parte che egli risguarda il mare, dirottissimo: dall'altra parte ha una scesa[2] agevole e largamente aperta e patente inver l'Occaso, di viti e di biade abbondevole. In quelle corna due rocche ha nella più alta loro parte; alle quali la città soggiace, e la comunanza[3] d'uomini montani, che la repubblica amministrano, nè servono alcuno. Quel monte le Penne[4] di San Marino è detto. E costoro ancora tementi grandemente d'essere in servaggio tratti da Cesare Borgia, mandarono dicendo[5] al Senato, sè volere sotto lui essere; pregandolo che egli alcuno vi mandasse a nome della Repubblica; perciocchè essi l'ubbidirebbono[6], e farebbono ciò che egli loro comandasse. Ma nè questi, nè gli altri, che sottoporsi alla Repubblica disiderarono, i Padri vollero che ricevuti[7] fossero.
Bembo.
Note
- ↑ mons excelatus duplici iugo,
- ↑ declivitatem habet late patentem
- ↑ quibus oppidum subiacet, et civitas montanorum homimum qui...
- ↑ Crepidites plumæ Marinirum appellantur.
- ↑ Senatui significarant.
- ↑ se illius dicto undientes fore, imperataque factaros.
- ↑ Sed neque hos, neque... reciplendos censuerunt.