Raccolta di narrazioni e lettere italiane con note latine/Narrazioni/52
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52. Lega di Cambrai contro Venezia (1509).
Il re Luigi, in quale senza dubbio; dappoichè il regno di Melano in balia sua fu, che Cremona ricca e nobile città insieme con la Jeradadda sotto la Repubblica fosse, sofferire con riposato animo non poteva; nè perciò con che modi opprimere la Repubblica, essendo egli con Massimiliano in dissensione, nè con quali arti lui, nimico[1] suo per molte vecchie e nuove cagioni, amico fare si potesse, ogni cosa ruminando e pensando, ritrovava[2]. Finalmente l'imperatore Massimiliano, il re di Spagna Ferdinando[3], ed il papa Giulio II conchiusero con lui una lega in Cambrai città[4] nella Belgica di ultimi dì di ottobre. La condizione della lega oltra gli articoli capi[5] fu: che ciascuno ad un tempo rompesse guerra alla Repubblica: nella quale se i Viniziani superati fossero, le cose che eglino oltra i fini di Verona teneano, del re Luigi fossero[6]: Verona e tutto ciò che infino al mare si stende[7], di Massimiliano: le città della Flaminia, che allotta de' Viniziani erano, Giulio; e quelle della Puglia, Ferdinando ottenesse.
Bembo.
Note
- ↑ nec quibus illium artibus, multis internum veteribus recentibusque iniuriis, sibit amicum facere posset.
- ↑ omnia cogitans reperiebat.
- ↑ detto il Cattolico.
- ↑ apud Canteracem Belgarum oppidum,
- ↑ Fusteria lex præter cetera fuit
- ↑ Gallorum regi Aloiato cedereunt
- ↑ quoque an ea usque ad mare Adriaticum pertingunt,