Raccolta di narrazioni e lettere italiane con note latine/Narrazioni/6
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6. Attila in Italia.
Gli Unni dopo avere occupata Pannonia, accozzatisi[1] con altri popoli detti Zepidi, Eruli, Turingi ed Ostrogoti (che così si chiamano in quella lingua i Goti Orientali), si mossero per cercare nuovi paesi; e non potendo entrare in Francia, che era dalle forze barbare difesa, ne vennero in Italia solto Attila loro re, il quale poco davanti per essere solo nel regno avevi morto Bleda suo fratello; per lo qual cosa diventato potentissimo, Andarico re de' Zepidi, e Valamir re degli Ostrogoti rimasono come syoi soggetti. Venuto adunque Attila in Italia assediò Aquileia, dove stette senz'altro ostacolo due anni, e nella ossidione di essa guastò tutto il paese all'intorno, e disperse tutti gli abitatori di quello; il che, come nel suo luogo diremo, dette principio alla città di Vinegia, Dopo La presa e rovina di Aquileia e di molte altre città, si volse verso Roma, dalla rovina della quale si astenne[2] per i preghi del pontefice, la cui riverenza potette tanto in Attila, che si uscì d'Italia, e ritirossi in Austria, dove si morì. Dopo la morte del quale, Velamir re degli Ostrogoti, e gli altri capi delle altre nazioni presero el armi contro a Errico ed Uric suoi figlioli, e l'uno ammazzarono, e l'altro costrinsero con gli Unni a ripassare il Danubio e ritornarsi nella patria loro; e gli Ostrogoti ed i Zepidi si posero In Pannonia, e gli Eruli e i Turingi sopra la ripa di là dal Danubio si rimasero.
Mach.