Raccolta di narrazioni e lettere italiane con note latine/Narrazioni/67
| Questo testo è completo, ma ancora da rileggere. |
| ◄ | Narrazioni - 66 | Narrazioni - 68 | ► |
67. Venezia dichiara guerra al Duca di Ferrara.
Il soggiorno[1] dell'armata ordinato da' Signor Diece diede occasione a' Senatori di ragionarne e di lamentarsi, che tante cose piene d'odio e di sceleraggine fatte dal Duca Alfonso incontro alla Repubblica non si vendicassero: in vano l'armata essere stata richamata dall'Istria; in vano l'altra armata di fuste e di legni piccioli, a più agevolmente poter navigare il Po e l'Adice[2], oggimai apparecchiata essere: e tanti denari stoltamente dispesi[3], se i Signor Diece l'andata impediscono. Dalle quali voci commossi i detti Signori, al Senato la bisogna rimisero. Il Senato, molte openioni dette, a' Rettori[4] di Padova scrisse, che incontamente a Chioggia cinquecento fanti al Capitano dell'armata mandassero. E a M. Angelo Trivigiano ordinò, che, ricevuti questi fanti nell'armata[5], per la foce delle Fornaci in Po entrasse, depredasse, e dove potesse, dall'una ripa e dall'altra di quei fini, giasse. E il dì seguente uno editto nella piazza proposto fu pubblicamente: Chiunque ir volesse a ruba dei Ferraresi privatamente con le lor barche[6] e gondole, concedergliene la Repubblica; purechè si rappresentino e ubbidiscano[7] al Capitano dell'armata: quella preda che ciascun facesse, sua dovere essere[8]. Per questo grande moltitudine del popolo con le loro barchette[9] all'armata n'andò.
Bembo.
Note
- ↑ Claudo itineri mora a Decoruviris adhibita... sermonem dedit querentibus, ...non vincidari:
- ↑ ad Padam Athelinque flumina... naviganta iam esse;
- ↑ tantum pecantæ temere impensum, si... potectionem...
- ↑ litteras ad magistratus Patavinos dedit, Fossam Clodium ut... mitterent.
- ↑ iis in naves exceptus militibus.
- ↑ suis privatim navibus cymbisque, per rempublicam licere;
- ↑ dum præfecto classis dicto andientes sint:
- ↑ quam quisque prædam faceret, suam fore,
- ↑ suis in navigiolis...