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Raccolta di narrazioni e lettere italiane con note latine/Narrazioni/81

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81. Battaglia di Ravenna (1512).


Non guari dopo l'oste del Papa, e del re di Spagna, e quella de' Francesi fattesi più vicine, in luoghi forte alquanti giorni dimorate, i Francesi ad oppugnar Ravenna si condussero. Era in lei il signor [p. 90 modifica]Marco Antonio Colonna a nome del Papa, con fanti mille cinquecento, cavalli trecento: e con forte e prestante animo si difendea, e dalle mura danno[1] a' nimici faceva. Ma il Vicerè di Napoli dubitando che la terra si prendesse, per rimuoverne i Francesi, alle genti loro con le sue genti si fe' vicino. I Francesi lasciata la oppugnazione, al combattere tostamente s'apprestarono. E così quel dì medesimo, che fu il dì celebre della Pasqua di Ressuresso[2], agli undici d'aprile, l'una oste e l'altra con grande animo e pronto ugualmente alla battaglia, tra loro a fatto d'arme vennero[3]. Combatteronsi più di sei ore con incredibile gagliardia. Nel qual combattimento di fanti e di cavalli sopra diciotto mila perirono, di pari quasi numero degli uni e degli altri[4]; ma con disuguale avvenimento. Perciocchè le genti del Papa e di Ferdinando rotti e fugati furono: i Francesi signori fur del campo: e fatti prigioni da loro il signor Fabrizio Colonna, e il marchese di Pescara[5] suo genero Francesco Ferdinando d'Avalo, Pietro Navarro Cantabro, e il cardinale de' Medici Legato del Papa, e altri chiari uomini non pochi; e molte insegne tolte, e prese le artiglierie. In quella battaglia il valore del duce Alfonso di Ferrara, sì nel governare[6] le artiglierie, e sì nello spignere il suo stuolo ne' nimici, da uno delle latora[7], fa singolare, e cagione della vittoria in gran parte. Il Capitolo de' Francesi duca Gastone di Fois[8] avendosi arditissimamente spinto in una compagnia di fanti Spagnuoli, che rimasa era, ucciso da loro insieme con molti Capi di nome illustre, tornò alla sue oste quel giorno piagnevole più, che lieto, o di veruna congratulazioni degno. Il seguente dì i Francesi con queste condizioni[9]: che il Colonna con le sue genti [p. 91 modifica]di Ravenna uscir potesse, e agli abitanti di nulla si nocesse; la terra ebbero: la quale essi, entrativi[10], le condizioni non servate, sozzamente e crudelmente saccheggiarono. Ma la ròcca non poter prendere; quelli che in essa erano dicenti voler servare la lor fede al Pontefice.

Bembo.

Note

  1. cladero ex muro inferebat.
  2. dies... Anastasseos D. N.
  3. inter se conflicerent; plus sex...
  4. pari fere utromque numero, fortuna dispari; Julii enim... copiæ,
  5. Aterni dominus... Avalus.
  6. cum tormentis exercendis, tum...
  7. e transverso... acie ducenda,
  8. Gasto Foius cum in... globum...
  9. conditione adhibita, ut...
  10. quod intromissi... fœde...