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Raccolta di narrazioni e lettere italiane con note latine/Narrazioni/84

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84. Morte di Leone X (1521).


Ma da accidente inopinato ebbero subitamente origine inopinati pensieri. Morì di morte inaspettata il primo giorno di dicembre il pontefice Leone; il quale, avendo avuto alla villa della Malliana, dove spesso si riduceva per sua ricreazione[1], la nuova dell'acquisto di Milano, e ricevutone incredibile piacere, soprappreso la notte medesima da piccola febbre[2], e fattosi il giorno seguente portare a Roma, ancorchè dai medici fosse riputato di piccolo momento il principio della sua infermità, morì fra pochissimi dì, non senza sospetto grande di veleno datogli, secondo si dubitava, da Bernabò Malaspina suo cameriere, deputato a dargli da bere[3]. Il quale sebbene fosse incarcerato per questa sospezione, non fu ricercata più oltre la cosa[4], perchè il cardinale dei Medici, come fu giunto a Roma, lo fece liberare per non avere occasione di [p. 96 modifica]contrarre maggior inimicizia col re di Francia, per opera di chi[5] si mormorava, ma con autore e congetture incerte, Barnabò avergli dato il veleno.

Morì, se tu risguardi l'opinione degli uomini, in grandissima felicità e gloria, essendo liberato per la vittoria di Milano da pericoli e spese inestimabili, per le quali esustissimo di danari era costretto provvederne[6] in qualunque modo; ma perchè pochi giorni innanzi alla sua morte aveva inteso l'acquisto di Piacenza; e il giorno medesimo che morì inteso quello di Parma, cosa tanto desiderata da lui[7], che certo è, quando deliberò di pigliar la guerra contro ai Francesi, aveva detto al cardinale dei Medici, che ne lo dissuadeva, muoverlo principalmente il desiderio di ricuperare alla Chiesa quelle due città: la quale grazia[8] quando conseguisse, non gli sarebbe molesta la morte. Principe, nel quale erano degne di laude e di disistima molte cose; e che ingannò assai la espettazione che quando fu assunto al ponteficato si aveva di lui: conciossiachè e' riuscisse di maggior prudenza, ma di molto minore bontà di quello che era giudicato da tutti.

Guicciardini.

Note

  1. quo enim causa secederet consueverat, nuncium accepisset...
  2. febri leviter tentatus,
  3. a... cubiculario et a peculis.
  4. quæstio haud ultra est habita,
  5. cuius opera Malespinam venenum propinasse... rumor erat.
  6. ...qua posset ratione corregare... Piacentiam additam acceperat,
  7. quod aden avebat ut quum...
  8. quod quidem si obtinuisset,