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Raccolta di narrazioni e lettere italiane con note latine/Narrazioni/88

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88. Di Maria Stuarda


Rare volte comparve[1] su scene tragiche una Reina, la quale con più belle doti rapisse da principio di teatri a maraviglia e ad amore, e poi con più funesto spettacolo gli rivolgesse a compassione ed a pianto. [p. 100 modifica]Ebbe Maria per padre Giacomo Stuart, il centestimo quinto Re della Scozia, come vogliono[2] gli Scozzesi. Fu ella ornata delle divise di quattro Regni; ma la sua bellezza, perchè narrano essere stata in quell'età senza pari, facevala stimar degna dell'imperio di tutta Europa. Corrispondeva alla rarità del sembiante in grazia delle parole; la quale aresti attribuita alla prontezza e sublimità dell'ingegno, non alla faccia, quasi dalle lusinghe[3] d'essa ingannato. Ma fu sopratutto maraviglioso l'affatto ch'ella portava alla Religione, e la riverenza verso gli antichi riti di santa Chiesa, e specialmente verso la Sedia apostolica, come conveniva alla erede d'un trono, in cui ottantatré Re di Scozia fiorirono con ugual costanza di fede e di divozione al romano Pontefice. Sette dì dopo la sua nascita, cominciò ella a regnare, mortole il padre: tanto i titoli regj parver solleciti[4] di adornarle ancora la culla. L'ottavo mese ricevè, tra i festivi applausi dei popoli, la corona e lo scettro: ed incontamente le offersero le reali nozze de' lor figliuoli, da una parte Enrico Ottavo Re d'Inghilterra, dall'altra Enrico Secondo Re di Francia. Anzi si armarono per cagione di queste nozze anco i Regni. Gli Scozzesi fur provocati[5] dagl'Inglesi a battaglia in terra ed in mare; da Francesi furon soccorsi; furon animati dal Nunzio, il quale, mandato là dal Pontefice per esortarli a perseverare nella Religione de' lor maggiori, dicesi, che in veder la regia bambina gli lodasse perch'eglino combattessero per una Principessa d'indole angelica contra tanti eretici, con certezza di riportar[6] per quell'Elena, com'egli diceva, gloria assai maggiore di quella che erasi riportata già per la Grecia sotto le mura di Troja. Sposata finalmente a Francesco (II) Delfin[7] di Francia figliuol d'Enrico Secondo, e traportata in quel [p. 101 modifica]paese fra l'arme, pigliò nella solennità delle nozze, a persuasion del suocero Enrico, i titoli di Reina di Scozia, d'Inghilterra, e d'Ibernia; perchè essendo morta in que' giorni Maria d'Inghilterra, moglie del Re di Spagna, affermava egli, che 'l Regno d'Inghilterra non si doveva altrimenti ad Elisabetta, bastarda d'Enrico Ottavo, ma ben sì a Maria Stuarda, figliuola di Giacomo Quinto, ch'era nipote del medesimo Enrico. E ritenne ella per alcun tempo quel titolo, ancor da poi che, mortole il suocero, diventò Reina[8] di Francia. E quindi fur cominciate ad ordire le fila di quella mesta gramaglia[9], che le dovea coprire il feretro. Poichè essendo in Inghilterra assunta al Reame Elisabetta, nella qual era antica l'emulazione e l'invidia[10] contro Maria, quando intese, che questa, confusi i titoli d'Inghilterra e di Francia, era egualmente dimandata Reina d'ambidue i Regni, dubitando (sì come per ordinario[11] i possessori di mala fede son posseduti dalla paura), ch'ella non si valesse opportunamente della potenza francese per far nell'Inghilterra alcun tentativo[12], stimò bene di prevenirla, turbando e lacerando il Regno di Scozia, mentr'ella n'era lontana.

Segneri.

Note

  1. Rara sane in tragicas scenas regina prodiit, quæ histori graviorum remittos in sui administrationem...
  2. uti Scoti antumant.
  3. tanquam eius lenocinio captus.
  4. adeo ad cunas ipsas exoriendas festinasse vixi sunt... tituli,
  5. Scotis... bello petitis suppetias tulerunt Galli, animos addidit Pontificis Max. legatus, qui... visa regia.
  6. relaturi... quam relatum esset...
  7. Despotura demum Francisco Henries II f. Gallium regi designato.
  8. inaugurata Galliæ regina
  9. Hinc lugularis vestis fila duci cœpta.
  10. ...assumpta, iampridem Stuartæ emula invidaque,
  11. tot bonæ... possidet)
  12. verus ne quid in Anglis moliretur... antevertendam, turbandumque... existimavit.