Raccolta di narrazioni e lettere italiane con note latine/Narrazioni/92
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92. L'Italia nel sec. XVII.
Quale abbiamo veduto sulla fine del secolo precedente, tal[1] fu a un di presso lo stato d'Italia in tutto il decorso del secolo di cui scriviamo. Il regno di Napoli, la Sicilia e lo Stato di Milano, ma assai più steso che non è ora, sotto il dominio del re di Spagna; le altre provincie, trattene le tre Repubbliche di Venezia, di Genova e di Lucca, soggette a' lor proprii signori, cioè a' romani Pontefici, a' duchi di Savoia, a' Medici, agli Estensi, a' Gonzaghi, a' Farnesi. Gli Stati del re di Spagna non ci offrono memorabili rivoluzioni. La famosa sedizione di Napoli, eccitata[2] nel 1647 dal celebre Masaniello, invano sostenuta dal duca di Guisa, che colà accorse da Roma per trovar fra que' torbidi l'occasion d'innalzarsi[3], la sedizione dell'anno stesso seguita in Palermo, e quella assai più grave eccitata in Messina nel 1674, per cui quella città visse per quattro anni soggetta al re Luigi XIV, non ebbero altro effetto che di cagionar la rovina di que' che ne erano stati gli autori[4], e di recar gravissimi danni a' rei non meno che agli innocenti cittadini. Alcune picciole guerre che i Francesi mossero agli Spagnuoli nello Stato di Milano, e quella più generale delle altre, che dal re Luigi XIV cominciata nel 1690 non ebbe fine che nel 1697, non fece perdere a' secondi alcna delle città da Carlo V lasciate a' suoi successori. La Repubblica veneta tennesi comunemente in pace[5], co' principi cristiani; e se con alcuni ebbe guerra, essa non fu che di assai breve durata, e senza notabile conseguenza[6], e invece rivolse le sue forze contro de' Turchi. Ma se ella ebbe il vanto di dare in tai guerre pruove sì memorabili di valore, che poche pari ne offrono le antiche e le moderne storie, ebbe anche il dispiacere[7] di non vedersi dagli altri principi sostenuta, come sperava, e di esser perciò costretta a cedere a' Barbari il regno di Candia nel 1669. Genova fu ancor più tranquilla, e, trattane qualche guerra di poco momento co' duchi di Savoja, visse per lo più in pace. Ma la buona unione della Repubblica colla corona di Spagna la fece cader nello sdegno di Luigi XIV; e frutto di questo sdegno fu il funesto bombardamento[8] di quella città nel 1684, e l'atto di sommissione che il doge Francesco Maria Imperiali dovette rendere al Re, portandosi di persona[9] l'anno seguente con quattro senatori in Francia, per attestare a quel monarca il dispiacere della Repubblica di averne incorso lo sdegno.
Tiraboschi.
Note
- ↑ Quem exeunte superiore seculo Italiæ statum, is ferme...
- ↑ Celebris seditio quam... Neapoli excitavit Masaniellus...
- ↑ ut inter tumultus ad maiora occasionem captaret, tum quæ eodem anno Panormi queque Messanæ...
- ↑ ...nil demum effecerunt nisi et auctorem perderent, et sublibus...
- ↑ christianis princibus amica...
- ↑ nec quidquam... indem evenit,
- ↑ id ægerrima iulit ut...
- ↑ glandium ignorarum iactus...
- ↑ obsequum quod... prosens præstit, ut...