Raccolta di narrazioni e lettere italiane con note latine/Narrazioni/93
| Questo testo è completo, ma ancora da rileggere. |
| ◄ | Narrazioni - 92 | Narrazioni - 94 | ► |
93. Il Piemonte nel sec. XVII.
Niuna delle provincie d'Italia fu per avventura in questo secol soggetta a tante rivoluzioni e a tanti tumulti di guerra, quanto il Piemonte e le altre provincie che formavano il dominio de' duchi di Savoia. Carlo Emanuello I, succeduto in età di soli 19 anni nel 1580 al duca Emanuel Filiberto suo padre, fu uno de' più gran principi che ci additin le storie, valoroso nell'armi, accorto ne' maneggi politici[1], di pronto e vivace ingegno, di rara eloquenza, di amabili e dolci maniere, d'animo splendido e liberale, e parve solo ad alcuni troppo ambizioso[2] di stendere i confini del suo impero. Tentò più volte Ginevra, e tentò ancor Cipri, ma sempre con infelice successo. Più volte dichiarò guerra a' Francesi, più volte agli Spagnuoli. Dopo la morte di Arrigo III, si mosse coll'armi per occupare quel regno; dopo quello del duca Vincenzo Gonzaga, aspirò al dominio del Monferrato. Se a' suoi tentativi non furono comunemente uguali i successi[3], egli ottenne almeno la lode di uno de' più gran capitani e diuno de' più gloriosi sovrani della sua età. Vittorio Amedeo I, succedutogli nel 1630, raccolse il frutto delle guerre e delle fatiche sostenute dal padre, e col cedere a' Francesi Pinerolo e alcune altre castella, ottenne di esser posto in possesso[4] di una gran parte del Monferrato. Egli morì nella fresca età di 50 anni nel 1637. La duchessa Cristina sorella del re di Francia Luigi XIII, reggente[5] di quegli Stati e tutrice de' due suoi piccioli figli Francesco Giacinto proclamento allor duce, ma morto l'anno seguente, e Carlo Emanuello II che in età di quattro anni gli succedette, ebbe il dolore di veder turbata la quiete di quelle provincie dal cardinal Maurizio e dal principe Tommaso di Savoia suoi cognati, che per togliere a lei la reggenza, e, come ancor fu creduto dal Cardinale, al giovinetto duca il dominio, mossero armati contro il Piemonte, e per tre anni il renderono un funesto teatro di guerre civili, che ebber poi fine nel 1642. Poichè il duca Carlo Emanuello II cominciò a reggere per se medesimo il suo Stato[6], si mostrò adorno di tutte quelle virtù che render possono un principe amabile e caro a' suoi sudditi, e diede continue pruove della sua splendida magnificenza, singolarmente nell'ingrandire ed abbellire la città di Torino. Queste sue doti ne renderono vieppiù dolora la morte, da cui nell'età immatura di soli 41 anni fu sorpreso nel 1675. A lui succedette Vittorio Amedeo II di lui figliuolo, fanciullo ancora di nove anni, che fu il primo di questa augusta famiglia ad assumere il titolo di Re.
Tiraboschi.