Raccolta di proverbi bergamaschi/Maldicenza malignità, invidia

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Maldicenza malignità, invidia

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Libertà, servitù Mestieri, professioni diverse
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MALDICENZA, MALIGNITÀ, INVIDIA.


As’ cred piò al mal che al béSi crede più al male che al bene — Che tale sia la maligna disposizione degli uomini pare indubitato; ma dire che
A pensà mal as’ la ’ndöinaA pensar male ci s’indovina «è una di quelle tante cose che si dicono facendo regola generale di quelle sguajate e goffe sentenze, che a noi vengono suggerite dal malumore e dalla stizza.»
As’ gh’à töć chi öl bé e chi öl malTutti abbiamo chi ci vuol bene e chi ci vuol male
As’ gh’à töć i sò nemìsTutti abbiamo i nostri nemici.
As’ liga la boca nóma ai sac; As’ liga la boca ai sac e miga a la zétSi lega la bocca ai sacchi e non alla gente — cioè Non si può tenere la lingua a nessuno. Però
Us de asen nó va ’n célRaglio d’asino [p. 93 modifica]non arriva in cielo — Le parole degli sciocchi e dei maligni non vengono curate dalle persone dabbene.
A tajàs ol nàs as’ se insànguina la bocaChi si taglia il naso, si insanguina la bocca — ed i Tedeschi dicono egualmente: Wer sich die Nase abschneidet, schändet das ganze Gesicht. Vuol dire che non bisogna sparlare de’ parenti e degli amici, perocchè si nuoce a sè stessi.
Bisogna ardàs denàć a lur prima de parlà mal di óterBisogna guardarsi a’ piedi, cioè esaminare prima bene la propria coscienza, avanti di biasimare altrui — Quanto è desiderabile che questo precetto sia rispettato! Ed a rispettarlo non c’è che da guadagnare, perchè evitiamo che ci si canti:
Chi è de l’arte conosce l’òpera, o che ci si butti in viso:
Com’ as’ fa, as’ pensaCome si fa, si pensa.
Chi spi somna, no i vaghe de scóls — Questo proverbio, che io raccolgo da un componimento poetico del nostro Gio. Bressano, è letteralmente tradotto nella raccolta di Giusti: Chi semina spine, non vada scalzo.
Di sò se n’ vörés dì, ma miga sentìn a dìDe’ proprj parenti si vorrebbe dirne, ma non sentirne dire — per la ragione che il sangue non è acqua.
La lengua l’è sensa os, ma l’è quela ch’i a fa rompLa lingua è senza osso, ma fa rompere il dosso — Già, chi ha lunga lingua deve avere buone le spalle.
L’invidia l’è mai mortaL’invidia è mai morta — e Se l’invidia fosse febbre tutto il mondo l’avrebbe. Envieux meurt, mais envie ne meurt jamais.
Ol badél al baja dré a la m....Il badile dice male della m.... — e più pulitamente: La padella dice al pajuolo: fatti in là, che tu mi tigni. Dicesi [p. 94 modifica]di chi riprende altrui d’alcun vizio, del quale sia macchiato esso come il ripreso.
Ol diaol al völ cassà i córegn de per tötIl diavolo vuol cacciare le corna dappertutto — I Toscani: Dio non fa mai chiesa che il diavolo non vi fabbrichi la sua cappella, e s’intende dire che il diavolo cerca sempre di far nascere qualche male, quando vede farsi alcun bene.