Re Orso/Leggenda prima/6

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Leggenda prima – 6. Incubo

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INCUBO





Cessato è il nembo; va volando intorno

L’angiol del giorno - a spegnere le stelle
E le fiammelle - che brillan sui fari
Dei marinari. - L’esule chiesetta
Dell’alta vetta - già si fa men bruna

E ancor la luna

Splende sull’ermo
Bianca ed immota,
Come una nota

Di canto fermo.
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Pure un lamento

Che suona e muor
Viene sul vento

Ad or, ad or:


« Re Orso

Ti schermi
Dal morso

Dei vermi! ».


65Un fier gigante e un lepido

Nano stan presso al Duce;
Ma sulla fronte livida
Del re, nell’occhio truce
V’è il marchio del terror.
70Ei sclama in suon terribile:
« Trol! Se la gazza hai spenta
Qual voce si lamenta
Sì spaventosa ancor? »
Papiol sui storti piè
75Fa un bell’inchino al Re,

Poi dice: « Principe!

Paura ammanta
Di buio il fulgido

Raggio del sol.
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L’alma inquïeta,

È un pittor fosco
D’ombre e fantasimi.
Questo è un poeta
Laggiù nel bosco

85Che a notte canta ».


E il cuoco Trol

Mormora räuco:

« Bravo Papiol! »


Rispose il Re: « Papïol, quel poeta

90Ha canzon poco lieta.
Coll’ago tu lo pungi ».
— « O Duca e Donno,

Che niun ti turbi il sonno ». —




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