Regno di Sardegna - Patenti 26 aprile 1821/Atto abdicazione

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Atto di abdicazione di Vittorio Emanuele I,
re di Sardegna

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Interinazione Camera 1 Interinazione Senato 2


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VITTORIO EMANUELE

PER GRAZIA DI DIO

RE DI SARDEGNA, DI CIPRO, E DI GERUSALEMME;

DUCA DI SAVOIA, E DI GENOVA;

PRINCIPE DI PIEMONTE,


EC. EC. EC.


Tra le disastrose vicende per le quali si è andata consumando gran parte della nostra vita passata, e per cui sono venuti via via mancando la fermezza, e il vigore della nostra salute, più volte Ci siamo consigliati a dismettere le ardue cure del Regno.

In questo pensiero non mai stato da Noi dismesso, sono venuti a confermarci ne’ giorni correnti la considerazione della sempre crescente difficoltà de’ tempi, e delle cose pubbliche, non che il nostro sempre costante desiderio di provvedere per tutto ciò che possa essere del meglio de’ nostri amati Popoli.

Noi perciò deliberati di mandar oggi ad effetto senza più il detto nostro disegno, Ci siamo anzi tutto disposti ad eleggere, e nominare come qui di nostra certa scienza, e Regia autorità, avuto il parere del nostro Consiglio, eleggiamo, e nominiamo Reggente de’ nostri Stati il Principe Carlo Amedeo Alberto di Savoia, Principe di Carignano, nostro amatissimo Cugino, conferendogli perciò ogni nostra autorità, per l’efficacia di questa stessa nostra elezione, e nomina di sua persona.

E con questo stesso atto, di nostra Regia e libera volontà, e avuto il parere del nostro Consiglio, Ci facciamo poscia a dichiarare;

Che dal dì tredici marzo corrente rinunciamo irrevocabilmente alla Corona, e così all’esercizio, e ad ogni ragione di Sovranità a noi competenti, tanto sugli Stati da Noi attualmente posseduti, quanto su quelli, di cui per ragion di trattati, o altrimenti Ci potesse spettare dritto di successione.

Che intendiamo bensì essere condizione sostanziale di questa nostra rinuncia ognuna delle riserve seguenti; cioè:

1. Che conserviamo il titolo, e dignità di Re, e il trattamento, come ne abbiamo goduto sin qui. [p. 6 modifica]

2. Che ne sarà pagata a quartieri anticipati la somma di annua vitalizia pensione di un milione di lire nuove di Piemonte, riservandoci inoltre la proprietà e disponibilità de’ nostri beni mobili ed immobili, allodiali e patrimoniali.

3. Che sempre sarà libera per la nostra Persona e famiglia la scelta del luogo, che più Ci piacerà per nostra residenza.

4. Che sempre similmente Ci sarà libera la scelta delle persone, colle quali ne piacerà convivere, o che ne piacerà ricevere o mantenere al servizio della nostra Persona, e della nostra famiglia.

5. Che in tutto, e per tutti gli effetti, s’intenderanno star fermi, e, bisognando, qui confermati gli atti passati già dianzi a favore della Regina Maria Teresa d’Austria nostra amatissima consorte, e delle Principesse Maria Beatrice Vittoria Duchessa di Modena, Maria Teresa Ferdinanda Felicita Principessa di Lucca, Maria Anna Ricciarda Carolina, e Maria Cristina Carolina, nostre amatissime figliuole.

Dato nel Real nostro palazzo di Torino addì tredici marzo mille ottocento ventuno.

VITTORIO EMANUELE

CARLO ALBERTO DI SAVOIA


V. Falletti P.
Reg. prov.
V. Fulcheri
per il p.° Seg.
di Finanze.

V. Corte

Di S. Marzano

Gioachino Cordero di Roburent
D. Benedetto Piossasco di None
Dellachiesa di Roddi
Francesco Amat
Alessandro di Vallesa
Thaone Revel
Di S. Marzano
Brignole
Balbo
Lodi
Alessandro di Saluzzo
Joseph de Gerbaix de Sonnaz
Di Villermosa
Marchese Doria del Maro