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Ricerche e studi sul "Regio Spedale di Carità" nel XIX secolo/Il Servizio Oculistico

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Le Oftalmie I Rapporti Clinici
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IL SERVIZIO OCULISTICO

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All’inizio del 1881[1], la Direzione Sanitaria dell’Ospizio fu informata della grave diffusione della congiuntivite granulosa fra le Figlie in età scolare e approvò la richiesta di costituire un servizio oculistico nello Spedale; il Direttore dottor Dionisio, si offrì di esaminare i casi fino allora rilevati, ricevendo un ringraziamento particolare per questa sua disponibilità.

Alla fine del mese di febbraio si poteva già stabilire il seguente quadro delle malattie congiuntivali:

1° Sezione di 125 ragazze
tra 6 e 13 anni
sane 9 7%
affette da congiuntivite 116 93%
Catarro semplice follicolare 8 7%
congiuntivite granulosa 108 86%
di cui casi leggeri 13 10%
di cui casi gravi 95 76%
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2° e 3° sezione 173 ragazze dell’età tra i 13 e i 40 anni

sane 59 34%
affette da congiuntivite 114 66%
catarro semplice e follicolare 15 9%
congiuntiva granulosa 99 57%
di cui casi leggeri 28 16%
di cui casi gravi 71 41%

Totale delle sezioni 1°, 2°, 3°,

sane 68 23%
affette da congiuntivite 230 77%
catarro semplice e follicolare 230 77%
congiuntiva granulosa 207 69%
di cui casi leggeri 41 13%
di cui casi gravi 166 56%
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Una difficoltà nello studio del problema era il fatto che non si sapeva quante Figlie fossero entrate nell’Ospizio già affette da tale malattia: si potè però sicuramente affermare che alcune erano entrate con gli occhi sani e che la mancanza di ogni separazione tra le ragazze sane e quelle infette aveva favorito il contagio[2]. Il primo provvedimento adottato fu ovviamente la separazione tra la minoranza sana e la maggioranza infetta, sia nei dormitori, sia nelle scuole; si divisero inoltre le ragazze affette da granulosa in due classi, in base alla gravità del male, per evitare nei casi leggeri una infezione più grave.

La separazione fu indubbiamente molto utile, perchè dopo averla effettuata, non vi fu più nessun caso nuovo di infezione. Fu anche introdotta una cura generale per tutte le congiuntiviti, secondo le conoscenze scientifiche del tempo, con queste applicazioni diminuirono sensibilmente le sofferenze dei malati.

Merito di questi risultati furono in gran parte da attribuirsi al dottor Massimiliano Peschel, nominato [p. 196 modifica]Oculista Consulente del Regio Ospizio; il quale procedette a sei trapianti della cornea che, pur migliorando la condizione delle pazienti, non diedero i risultati sperati, maggiori soddisfazioni ebbero invece dalle otto operazioni alle cateratte senili che migliorarono notevolmente la capacità visiva delle pazienti.

Complessivamente la lotta alla congiuntivite granulosa diede dei risultati più che apprezzabili, come dimostra le seguente tabella:

Soggetti affetti da granulosa

Febbraio Dicembre
1881 1882
soggetti affetti da granulosa di cui: 86% 66%
1° SEZIONE
casi leggeri 10% 52,5%
casi gravi 76% 13,5%
soggetti affetti da granulosa di cui: 57% 23,5%
2° SEZIONE
casi leggeri 16% 11,6%
casi gravi 41% 5.9%
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Febbraio Dicembre
1881 1882
soggetti affetti da granulosa di cui: 69%
3° SEZIONE
casi leggeri 13% 34%
casi gravi 56% 9,4%


Come si nota facilmente, la percentuale di persone affette da granulosa era notevolmente scesa, e tra gli infetti nel 1882 predominavano i casi più leggeri. Il dottor Peschel considerava questo miglioramento "in gran parte dovuto all’instancabile opera delle suore di Carità, specialmente di quelle direttrici delle scuole dell’Ospizio che si erano adoperate giornalmente con zelo lodevolissimo, medicando più volte tutte le ragazze affette".

Le medicazioni consistevano in bagnature all’occhio in una soluzione disinfettante allo scopo di distruggere i microorganismi che erano causa palese della malattia: per l’applicazione del bagno si usavano maschere (monoculare e binoculare) di caoutchouc, che [p. 198 modifica]venivano applicate sulla faccia al di sotto degli occhi e lateralmente nella regione temporale, per mezzo di un’anima flessibile di metallo ricoperta da un tubo ripieno d’aria, in modo da non lasciar passare l’acqua; verso la fronte le medesime erano aperte e permettevano così, in posizione seduta, un immersione continua degli occhi. La soluzione conteneva sublimato corrosivo diluito al 10%, che era il più potente medicamento allora conosciuto per questa cura che, con applicazioni periodiche, riusciva a far sparire le granulazioni.

Note

  1. [p. 202 modifica](1) Ordinati 1881

    Archivio Storico dell’Istituto di Riposo per la Vecchiaia (A.S.I.R.V.) Categoria III Volume 95

  2. [p. 202 modifica]Pratiche sanitarie

    A.S.I.R.V. Cat. VII Busta n° 1