Ricerche e studi sul "Regio Spedale di Carità" nel XIX secolo/Le Manifatture
| Questo testo è riletto e controllato. |
| ◄ | L'Alimentazione | Il nuovo Stabilimento - Progetto e attuazione | ► |
LE MANIFATTURE
I ricoverati dell’Ospizio, se ritenuti idonei da una apposita Commissione, dovevano prestare la loro opera nelle Manifatture. I Direttori nel destinare i ricoverati alle varie attività, consideravano le particolari attitudini ed i desideri, avendo ovviamente riguardo alle capacità fisiche ed intellettive degli individui[1].
Le professioni svolte dagli uomini erano principalmente le seguenti:
- Tessitore
- Sarto da uomo
- Calzolaio
- Falegname
- Scultore in legno
- Addetto alle manutenzioni
Le professioni svolte dalle donne si possono così riassumere:
- Lavori d’ago
- Sarte da uomo e da donna
- Tessitrici - Calzettaie a mano
L’orario di lavoro nei laboratori era stabilito dalla seguente tabella per i diversi mesi dell’anno
| Tabella I | 1854 | |
| Mattino | pomeriggio | |
| Gen. Feb. | 7.50 - 11.30 | 1 - 6 |
| Mar. Apr. | 6.50 – 11.30 | 1 - 5.30 |
| Mag. Giu. | 5.30 – 11.30 | 2 - 7 |
| Lug. Ago. | 5.30 - 11.30 | 2 - 7 |
| Set. Ott. | 6.50 - 11.30 | 1 - 5.30 |
| Nov. Dic. | 7.50 – 11.30 | 1 - 6 |
Al tocco del campanello tutti i ricoverati dovevano recarsi nei rispettivi laboratori, chi non si fosse trovato all’ora precisa, per la prima volta veniva ammonito alla presenza degli altri ricoverati, per le successive veniva punito con l’ammenda di un decimo su quanto, al termine della settimana, gli si doveva pagare per i lavori eseguiti. La ricompensa per questi lavoratori era costituita dal cinquanta per cento di quanto l’Ospizio percepiva da chi somministrava il lavoro, il rimanente cinquanta per cento serviva a coprire le spese di amministrazione e ad ammortizzare i macchinari. Chi eseguiva dei lavori direttamente per l’Ospedale riceveva un compenso stabilito dal Direttore delle manifatture su proposta del Gerente contabile.
Solo il cinquanta per cento della mercede spettante veniva immediatamente pagata ai lavoratori con età inferiore ai ventitré anni; per quelli con età superiore venivano immediatamente pagati solo i tre quarti delle mercedi loro dovute; i compensi non distribuiti venivano versati su dei libretti presso la Cassa di Risparmio di Torino per essere poi rimessi agli stessi ricoverati alla loro uscita o quando la Direzione lo riteneva opportuno. Superato il cinquantesimo anno, il ricoverato riceveva l’intero ammontare della mercede.
Ad ogni ricoverato addetto alle manifatture veniva rimesso un libretto sul quale erano riportati il nome, i dati anagrafici, il numero di matricola ed il vestiario assegnato. Il libretto era composto da dodici fogli bianchi, sulla parte sinistra erano annotati i crediti risultanti dai lavori eseguiti, mentre dall’altra parte erano annotate le somme distribuite direttamente nelle mani dei ricoverati, in una colonna a parte venivano segnalate le eventuali ammende.
L’Amministrazione, volendo attestare la propria soddisfazione verso quei ricoverati che maggiormente si distinguevano per buona condotta, attività e zelo nel disimpegno dei loro doveri, distribuiva ogni anno, in una pubblica adunanza, dei premi sia in denaro sia in oggetti come orologi d’argento o croci d’oro.
Nessuna merce poteva essere introdotta nell’Ospizio senza essere registrata su di un apposito libro, dando a ciascun articolo un numero progressivo; mentre all’uscita ogni merce doveva essere accompagnata da una "bolletta" da consegnare al portinaio.
L’ufficio delle manifatture doveva tenere i seguenti registri[2]:
- Un libro di introduzione e uno di uscita delle merci
- Un giornale su cui si annotavano tutte le operazioni di acquisto, di vendita, le esenzioni, i pagamenti, ecc.
- Un libro mastro
- Una copia delle lettere e delle cambiali
- Un libro mastro dei libretti su cui venivano annotati i crediti degli operai ed i pagamenti già effettuati, in conformità con i libretti individuali
- Un libro degli inventari.
Il procurare dei lavori ai ricoverati era compito del Gerente contabile, posto alle dirette dipendenze del Direttore delle manifatture, il quale aveva anche l’incarico di assicurarsi che i lavori fossero sempre eseguiti con la massima cura; in pratica tutto il personale addetto alle manifatture dipendeva dal Gerente contabile, infatti Egli era anche responsabile del lavoro dello scrivano computista per quanto riguarda la tenuta dei libri ed era Lui che, se richiesto, doveva darne visione ai Direttori.
Sia l’Amministrazione che i medici dell’Ospedale si interessar no per poter assicurare delle condizioni di lavoro soddisfacenti, fu per esempio proibito di fumare per il rischio di incendio specialmente nella falegnameria, i medici insistettero ed ottennero miglioramenti per ciò che concerneva l’areazione, il grado di luminosità degli ambienti... [3].