Ricordi storici: i fatti delle Calabrie nel Luglio ed Agosto 1860/VI
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VI
Il generale Vial, fisso in Monteleone si contentava delle vane promesse del Ministro, tenea disseminata la truppa in piccoli distaccamenti sul littorale per impedire gli sbarchi minacciati, questo sistema sindacato da Marra, oltre che stancava il soldato con continue marce, contromarce e bivacchi, rendeva deboli le forze regie su tutt’i punti.
Al secondo battaglione del 4.° di linea, che erasi recato in Catanzaro a rilevare il 2.° di linea fu imposto di ritornare in due tappe a Monteleone, e quello stesso battaglione del 2.° di linea, che dal 4.° era stato rilevato, fu rimandato a Catanzaro. Il secondo battaglione del 4.° poi, nel mentre era per giungere a Nicotera, ebbe avviso per telegrafo, che tre compagnie colà avesse lasciate sotto gli ordini del Maggiore Anguissola, e le altre tre, comandate dal Tenente Colonnello si fossero recate a Palmi.
Quì come da per tutto regnava una sorda agitazione, foriera di vicini avvenimenti. Garibaldi avea fatto sentire prossimo il suo sbarco, sicchè i capi più influenti del partito nelle Calabrie, sostenuti dagl’Intendenti, e Sotto-Intendenti locali davano opera a facilitarlo con tutt’i loro mezzi. Il Sotto-Intendente di quel distretto Signor Poerio, creatura del Ministro Romano, giovine d’età, e avverso al governo, che rappresentava, secondava a tutta sua possa il movimento. Allo giungere della truppa in Palmi, egli stesso fè noto al comandante di essa tenente colonnello Morisani, che in caso di sbarco qualunque resistenza da parte sua era inutile, giacchè era tutto convenuto con i comandanti superiori della truppa nelle Calabrie. Aggiungeva non potersi compromettere della guardia Nazionale, che anelava il momento di salutar Garibaldi. N’ebbe in risposta, ch’egli avrebbe adempito al suo dovere, e colla poca forza di che disponeva, era al caso di tenere in freno la guardia Nazionale ed il paese.