Ricordi storici: i fatti delle Calabrie nel Luglio ed Agosto 1860/XXVI
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XXVI
Ma il soccorso Melendez l’aspettava non già dal debole battaglione, che prometteva Vial, ma dalle truppe, che dovea condurre il colonnello Ruiz, sulle quali egli fidava. Costui all’alba di quel giorno stesso 22 si metteva in movimento colla sua brigata cacciatori, dodici compagnie, coll’ordine al Tenente Colonnello Morisani, che lasciava in Bagnara con nove compagnie fanteria di linea, di consegnare ai regi legni i prigionieri garibaldini, e tenersi pronto a sostenere la ritirata nel caso che le truppe operanti avessero dovuto ripiegare. Ad Altafiumara piazzò militarmente la sua brigata, e procedette solo per Villa San Giovanni, ove unitosi al generale Briganti si recarono insieme sul Piale onde concertare col Melendez quanto doveano eseguire. Di fatti riunitisi in una casetta con questo generale ed altri uffiziali, mentre discutevano sul da farsi sopravvenne atterrito l’aiutante di campo del Briganti, primo tenente Fiore, ad annunziare che la destra del 1.° di linea era già circondata dalle bande nemiche. Melendez a tale annunzio abbandonò la casetta per porsi alla testa della sua brigata, ordinando a Ruiz di ritornare ad Altafiumara per attendervi i suoi ordini. Ma Briganti, che già prevedeva tutto ciò all’annunzio del Fiore fingea l’incredulo, e al suo ritorno a Villa San Giovanni trovò talmente sfiduciata la sua truppa, che molti soldati abbandonavano le fila, quasi cercando protezione e comando sotto un duce, che se non altro volesse condurli al fuoco. Indignati, diffidenti, essi, che vedevano i garibaldini impunemente agirarsi nelle loro fila abbandonarono i posti, che fin’allora inutilmente aveano conservati, e un 250 d’entrambi i reggimenti 1.° e 14.° trascinando seco loro anche gli uffiziali accorsero ad Altafiumara per unirsi ai cacciatori di Ruiz.
Ma Briganti volea tutti disarmati i suoi soldati, e mentre molti di essi già sformate le file sedevano a mensa, o passeggiavano a braccetto per Villa San Giovanni coi garibaldini, egli mascherando di zelo la sua fellonia, spedì ad Altafiumara il tenente Fiore perchè riconducesse al loro posto quei soldati della sua brigata, che si erano riuniti a Ruiz, ma quell’uffiziale non solo non ottenne, ciò ch’egli stesso non voleva, ma restò ad Altafiumara per non subire l’onta, che stava per colpire i suoi compagni. ― Ruiz nel passare per Villa San Giovanni, vedendo i garibaldini frammisti alla truppa, e questa scoragita, temette per se, e incotanente abbandonò Altafiumara; riconducendo seco i due squadroni di lancieri, che dipendevano da Briganti, e ciò senza darne nemmeno avviso al generale Melendez, a cui obbediva, e che contava su lui. Sul tramonto di quel giorno 22 giunse a Bagnara, ed ivi fatto alto volea, unendo a se i due battaglioni di linea, proseguire la marcia retrograda, temendo frastornato com’era che il nemico non gli vietasse la ritirata. Ma alle rimostranze dei capi dei corpi, ch’era dannevole pel morale della truppa, già stanca, proseguire una riţirata senza necessità, mentre nulla v’era a temere da parte del nemico, a cui per altro s’era in forze sufficienti per contrastargli la via, cedette, ordinando solo ai due squadroni di lancieri di proseguire la marcia, ed accantonarsi a Palmi.
Ruiz lasciando Altafiumara, commetteva, la più grave colpa, di cui può essere accusato un comandante, cioè abbandonare di fronte al nemico la posizione, che dovea difendere. Giacchè era convinto, che su Briganti non v’era da contare; maggiormente dovea sostenersi in quella posizione per non lasciare isolato sul Piale, e con deboli forze il generale Melendez. È vero che i soldati di linea mostravano sfiducia, e scoraggimento, perchè si vedevano sagrificati al nemico per effetto d’un precedente concerto, ma i suoi cacciatori si mostravano fermi, compatti, desiderosi della pugna ― non già il ritirarsi elevava lo spirito militare di quella truppa, ma il solo combattere la persuadeva che non tutti, quei comandanti erano inetti, vigliacchi o traditori. Ad ogni modo tenace nella sua risoluzione Ruiz non volle più ritornare nella abbandonata posizione non ostante gli ordini in contrario, e cercò giustificarsi dandone avviso al Re, al ministro della guerra, al generale Vial, ma alterando la posizione delle cose, come si vede dai seguenti dispacci.
Bagnara 22 Agosto ― Il colonnello Ruiz de Ballestreros al Generale Ghio in Monteleone ed a Sua Maestà il Re in Napoli.
»Di risposta ai pressanti ordini del generale Ghio, in assenza dell’altro Vial, di farmi riprendere le posizioni di Altafiumara, credo mio dovere farne intesa Vostra Maestà per altre notizie, che vi scorgerà. Non posso riprendere le posizioni lasciate di Altafiumara potendole le truppe imbarcate, ed a quella volta spedite. ― Mi sorprende come alle 7 p. m. il Ministro della Guerra non sappia della perdita di Reggio, avvenuta ieri dopo un’ora e mezzo di fuoco, al quale attacco Melendez non prese parte. ― Villa San Giovanni quantunque non abbandonata dalle nostre reali truppe pure queste fraternizzano coi garibaldini, che già in gran numero l’hanno occupata. E un’ora che quì è giunto il Maggiore Conte Capasso con uno squadrone di Lancieri da colà, ottenutone il permesso dai generali Briganti e Garibaldi, che insieme passeggiavano in quella piazza, onde fornirsi di viveri per la truppa ed i cavalli. ― Il permesso era per Scilla. ― Questa mattina tutto lo stato Maggiore di Garibaldi, ha invitato il generale Briganti, e gli uffiziali alla mensa, il quale invito è stato accettato. ― Simili complimenti si sono spediti al campo di Piale al generale Melendez. ― Tutta quella truppa tra Piale e Villa San Giovanni non ha tirato un colpo di fucile. ― Coloro, che non hanno voluto resistere a quell’ignominia si sono sbandati, e sono stati da me raccolti. ― La compagnia di gendarmeria, ch’era in Reggio l’ho trovata riunita in Scilla, e mi ha seguita al ritorno. ― Dai racconti di ieri e di oggi ne tiri Vostra Maestà le conseguenze, e converrà meco dell’impossibilità di dare un passo indietro. ― Vado sul momento a guadagnare i Piani della Corona, essendo già queste alture dai garibaldesi guarnite, e Vostra Maestà, che conosce le località, converrà dell’impossibilità di difendermii in queste posizioni sì seriamente dominate. ― Mi metto ai piedi di V. M. baciandole devotamente le mani ― Giuseppe Ruiz de Ballestreros.»
A ciò il Ministro cinicamente per non dire con ironia rispondeva. »Le notizie, ch’Ella ha con biasimevole credulità accolte, sono assolutamente false, e sono un agguato dei nostri nemici, nel quale Ella si è fatto trascinare.
Il Maresciallo Vial, partito questa mattina da Pizzo sta in Reggio, dove gli onorevolissimi generali Briganti e Melendez adempiono al loro dovere eroicamente, sospenda quindi immantinenti la sua obbrobriosa ritirata, e si spinga subito e senza dilazione a sostenere le truppe sopracitate, ed a garentire in ispeciale le batterie di Altafiumara e Torre Cavallo. ― Misuri l’enorme responsabilità, che pesa su di lei ― Napoli 22. ore 6. p. m.»
Ma Ruiz irremovibile nelle sue risoluzioni, disubbidisce piuttosto che tornare in dietro, e la dimane prosegue la marcia, non già per affrontare l’inimico, ma per evitarlo.
Melendez da parte sua ignorando ciò, che avveniva alla sua dritta, cercava premunirsi nella sua posizione contro ogni possibile assalto, fidando sempre nell’appoggio dei suoi compagni, quando poco dopo l’allontanamento di Ruiz e Briganti gli giunge da parte di quest’ultimo un biglietto di cui non sa nè può comprendere il senso, così concepito = Al generale Melendez ― »Garibaldi è alla Catona ― Or ora l’ho veduto ― Tu resti nella tua posizione ― Ruiz guarda Cosenz a Solano: io impedirò gli attacchi alla tua dritta. ― Non ti allarmare perchè avrai tempo credo fino a dopo domani ― Alle 2 ½ p. m. del giorno 22 Agosto 1860. ― Il generale ― Fileno Briganti.»
Qualunque sospetto avesse potuto concepire Melendez sul suo compagno, questo svaniva alla presenza del generale in capo, ch’egli credeva in quei dintorni. In su la mezzanotte una mano di garibaldini credendo poter sorprendere il campo, tentò aggredire gli avamposti delle quattro compagnie 5.° cacciatori, comandate dall’aiutante maggiore Musitani, ma la fermezza dei soldati, la presenza degli uffiziali, e dello stesso generale persuase i garibaldini a desistere, sicchè dopo pochi minuti tutto ritornò nel silenzio, e nella quiete.
Melendez certo di Vial, Briganti, e Ruiz stette, sicuro nella sua posizione, nella dolce speranza che la dimane avrebbe potuto riprendere la rivincita sull’inimico.