Rime (Alfieri)/XLVI - Lasso! che mai son io? che a lento fuoco

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Lasso! che mai son io? che a lento fuoco

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Lasso! che mai son io? che a lento fuoco
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Lasso! che mai son io? che a lento fuoco
Già mi consumo, e appena appena io vivo
Tosto che m’ ha della mia donna privo
La sorte, ancor che sia (spero) per poco?

Debile canna ondeggio ai venti giuoco;
Or temo, or bramo, or vado, or penso, or scrivo;
Ma il fin di tutto è ognor di pianto un rivo,
Voler, poi disvoler, né aver mai loco.
 
Or dico: Ardir, mio core; altrui se’ caro;
Acquetati, — Che giova? (ei mi risponde)
Viver senz’essa è più che morte amaro.

Medica man pietosa, alle profonde
Mie piaghe è tardo, e vano ogni riparo,
Se a me il destin per breve ancor ti asconde.