Rime (Alfieri)/XXII - Adulto appena, alla festiva reggia

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Adulto appena, alla festiva reggia

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Adulto appena, alla festiva reggia
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Adulto appena, alla festiva reggia
Mi appresentai dell’immortale arciero;
E un biondo crin fu il laccio mio primiero,
Mercè il gran Dio che il mondo signoreggia.

Quindi, negli anni in cui più l’uom vaneggia,
Feci mio dolce ed unico pensiero
Altra beltà dall’occhio ardente e nero,
Senza uscir pur dalla volgare greggia

Sperava io poi d’ogni servaggio il fine;
Nol volle Amore; e mi additò costei,
Che negro ardente ha l’occhio, ed auro il crine

Mostrolla, e disse: In questa amar tu dei,
Più che il bel volto, le virtù divine,
Ch’io per bearti ho tutte accolte in lei.