Rime (Michelangelo)/193. A pena prima aperti gli vidd'io

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193. A pena prima aperti gli vidd'io

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193. A pena prima aperti gli vidd'io
192. S'è ver, com'è, che dopo il corpo viva 194. Qui vuol mie sorte c'anzi tempo i' dorma
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  A pena prima aperti gli vidd’io
i suo begli occhi in questa fragil vita,
che, chiusi el dì dell’ultima partita,
gli aperse in cielo a contemplare Dio.
  Conosco e piango, e non fu l’error mio,5
col cor sì tardi a lor beltà gradita,
ma di morte anzi tempo, ond’è sparita
a voi non già, m’al mie ’rdente desio.
  Dunche, Luigi, a far l’unica forma
di Cecchin, di ch’i’ parlo, in pietra viva10
etterna, or ch’è già terra qui tra noi,
  se l’un nell’altro amante si trasforma,
po’ che sanz’essa l’arte non v’arriva,
convien che per far lui ritragga voi.