Di quanti ha pregi la mia donna eccelsi,
Cui più il conoscer, che il narrar, mi è dato;
Quello, per cui me da me stesso io svelsi,
È il cor d’alta bontà sì ben dotato.
Questa in mille virtù da prima io scelsi,
E più assai che beltade hammi allacciato:
Questa, dopo anni ed anni, ancor riscelsi,
Per vera base al mio viver beato.
Non, che i suoi brevi sdegni ella non senta:
Nè, che pur tarda od impassibil sia:
Ma vie men sempre al perdonare è lenta.
Nel suo petto non entra invidia ria;
I benefizj al doppio ognor rammenta;
Le offese in un coll’offensore oblia.