Rime varie (Alfieri, 1912)/CLXXXVII. Conforta la Signora a sopportare coraggiosamente la povertà

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CLXXXVII. Conforta la Signora a sopportare coraggiosamente la povertà

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CLXXXVII. Conforta la Signora a sopportare coraggiosamente la povertà
CLXXXVI. Piaceri della solitudine CLXXXVIII. Ricordando la fuga da Parigi

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CLXXXVII.1

Conforta la Signora a sopportare

coraggiosamente la povertà.

Di sangue egregia, in signoril ventura2
Tu pur fra gli agj omai mezza la vita

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Trascorsa avevi, o Donna mia, secura
4 Centra ogni stral di povertà sgradita.
Sorta è la vil tirannide, che fura
A tutti tutto; e ognor vieppiú s’irríta
Quanto piú impingua la sua prole oscura,
8 Che ai delitti, famelica, la invita.
Ricchi fummo, or siam poveri; e tra poco,
Mendici forse anco saremo, o Donna,
11 Prosperando sí ben dei servi3 il giuoco.
Strugger può inedia la terrestre gonna;4
Non di noi spegner, no, quel nobil fuoco,
14 Che sol delle ben nate alme s’indonna.5


Note

  1. «Quell’anno ’96, funesto all’Italia per la finalmente eseguita invasione dei Francesi, che da tre anni tentavano, mi abbuiò sempre piú l’intelletto, vedendomi rombar sopra il capo la miseria e la servitú. Il Piemonte straziato, già già mi vedea andare in fumo l’ultima mia sussistenza rimastami. Tuttavia preparato a tutto, e ben risoluto in me stesso di non accettar mai, né servire, tutto il di meno di queste due cose, lo sopportava con forte animo e tanto piú mi ostinava allo studio, come sola degna diversione a sí sozzi e noiosi fastidj». (Aut., IV, 24°). Né le condizioni economiche della Contessa eran, in quel tempo, migliori: «perdute le rendite di Francia», (Bertana, op. cit., 252), «a lei non era rimasto proprio nient’altro, se non forse qualche avanzo dei risparmi fatti prima della rivoluzione. Poteva dunque partecipare delle amarezze e delle inquietudini del poeta, non solo pensando a ciò che egli soffriva, ma anche pensando che la propria sorte era ormai strettamente legata a quella di lui». In tale stato di cose fu scritto, il 6 settembre 1796, il sonetto surriferito.
  2. 1. Che la Stolberg era di nobile famiglia fu detto commentando il son. Alta è la fiamma che il mio cuor consuma: ch’ella nascesse in «signoril ventura» non è vero; era di famiglia relativamente povera e da quella scapestrata di sua madre che, anche vecchia, non pensava che a giuocare, a divertirsi, a farsi toilette (Lett. della Contessa a Teresa Mocenni pubbl. da G. Callegaris, in Rendiconti del R. Istituto lombardo, s. II. v. xxxiii, 1900) era stato combinato, unicamente per la mira del denaro, il bel matrimonio con Carlo Stuart.
  3. 11. Dei servi, dei liberti, de’ Francesi.
  4. 12. Gonna, nel significato di involucro corporeo, e piú volte adoperato dal Petrarca.
  5. 14. S’indonna, già usato dall A.: s’impadronisce.