Saffo al salto di Leucade

Da Wikisource.
greco

Anonimo Antichità S 1824 Angelo Maria Ricci Indice:Le odi di Anacreonte e di Saffo.djvu Poesie letteratura Saffo al salto di Leucade Intestazione 7 settembre 2011 100% Poesie

EPUB silk icon.svg EPUB  Mobi icon.svg MOBI  Pdf by mimooh.svg PDF  Farm-Fresh file extension rtf.png RTF  Text-txt.svg TXT

Nuvola apps bookcase.svg Questo testo fa parte della raccolta Le odi di Anacreonte e di Saffo


[p. 149 modifica]

SAFFO AL SALTO DI LEUCADE


Da un Frammento.


Vengo... ti schiudi, paventato scoglio,
Sacro all’oblio di sventurato amore;
Vengo... è mia colpa aver per mio cordoglio
                    4In petto un core!...
Non vuo’ che sappia e per chi venni e come
L’Eco, e ne attesti la crudel cagione,
Non vuo’ che spiri sul mio labbro il nome
                    8Del mio Faone!
Stolta! e che dissi?... se piangendo in vita
Torno, canora vittima infelice,
Nasconder voglio della mia ferita
                    12La cicatrice.
Oh caro un giorno flebile stromento,
Se l’aura e il nembo qui ti muova e bagni
Vuo’ che soltanto con la selva e il vento
                    16Di lui ti lagni.
Ma se per fato quì morir mi tocca,
Voi fere erranti, lamentosi augelli,
A lui recate sanguinosa ciocca
                    20Dei miei capelli.

[p. 150 modifica]

Ditegli... ah! no... meglio in soffrir si tace:
Vi rendo, o Numi di tal vita il dono...
Vengo.,, e se morte mi promette pace,
                    24Io m’abbandono...