Saggio meteorologico/Parte prima/09
| Questo testo è completo, ma ancora da rileggere. |
| ◄ | Parte prima - 08 | Parte prima - 10 | ► |
ARTICOLO IX.
Altra Digressione sul Far della Luna.
Alcuni lo desumono da qualche cambiamento d’aria, vento, annuvolamento, o altro, che in fatti per lo più nasce intorno al Novilunio; ma vien da loro creduto, che questo moto d’aria nasca nel momento, che si fa la Luna, il che non è vero, e si dimostrerà nella seconda Parte, che le mutazioni di tempo, le quali ordinariamente accompagnano i Novilunj, ed altri Punti lunari, per lo più succedono qualche giorno dopo la congiunzione, talora anche precedono, ed è rarissimo, che coincidano in quel punto preciso di tempo. Sicchè questo indizio del Far della Luna, sebbene sia fondato, è però molto incerto.
Da quelli che si credono più saputi, e d’una scienza quasi arcana in fatto di Luna, ho inteso più d’una volta un altro segno, che credono infallibile; e poichè il Montanari nel citato Libro lo rapporta anch’esso, mi servirò delle sue parole pag. 14. Mi assicurava, dice, un pratico Giardiniere, che nel giorno che diciamo noi Fare la Luna, cioè che ella col Sole si congiunge, posta in vaso di vetro una porzione di cenere con acqua di fiume, o di fonte sopra, quando giunge il momento nel quale la Luna congiungesi col Sole, vedessi ribollire alquanto quella cenere, cd intorbidare manifestamente per qualche tempo l’acqua: ed egli di questa osservazione si serviva per seminar viole ed altre fiori in quel momento, con certa fede, che fosse quello il vero momento del Novilunio, e che que’ fiori riuscir dovessero doppj di foglie, ed affermava che così appunto gli succedeva. Io per molte lunazioni ne feci l’esperienza, e mi successe in qualcheduna di vedere l’ebullizione promessa, ma non nell’ora, nella quale secondo i calcoli Astronomici doveva fare la Luna, anzi talvolta per molte ore prima o dopo. Ma dopo aver ciò veduto, ho tentato la stessa esperienza in altri giorni fuori del Novilunio, e veduto succedere la medesima ebullizione dopo certo tempo che stava posta l’acqua sulla cenere. Anzi ho fatto con due vasi in uno stesso giorno l’esperienza, ma vi ho posto l’acqua in diversi tempi, e ne ho veduto in amendue l’effetto lo stesso giorno, ma in ore diverse: segno manifesto, che non ha che fare questo effetto con la Luna, ma che ella è una fermentazione, che fanno queste ceneri con l’acqua in capo a certo tempo, l’ora della quale dipende dalla qualità, e quantità, così della cenere, come dell’acqua. Onde se a quel Giardiniere le viole seminate nell’ora di questa ebullizione riescono sì belle, e doppie, può egli far conto, che ogni giorno faccia la Luna. Ma può essere, che per la riuscita desiderata da lui, basti il seminarle nell’Interlunio, e che l’aspettare l’ebullizione della cenere sia una fisica superstizione. Molto più è da ridere di altri vantati effetti del Far della Luna; p. e. quello che da alcuni ho udito, che ponendosi nella lisciva un drappo nel momento che si fa la Luna, si cava ben tosto infracidito, e che questo è un segno del far della Luna; non volendo per altro negare, che la lisciva abbia forse minor forza per detergere nell’Interlunio, come per ciò è anche più debole il bollire de’ mosti, del che si parlerà in altro articolo.
Altri congetturano l’ora, e il giorno del Novilunio, dall’intervallo di tempo, che passa tra l’ultimo apparire della Luna vecchia la mattina avanti il levar del Sole, e l’apparire della Luna nuova la sera dopo il tramontare del Sole, dividendo per mezzo questo intervallo. Questo metodo sembra tolto dagli Ebrei, i quali per pubblicare la Neomenia, o il principio del mese, aspettavano di vedere la Luna nuova, o la prima Fase, per lo che disponevano osservatori sulle cime de’ monti. Questo segno pure è fallacissimo; poichè la Luna nuova talvolta può apparire il primo giorno dopo il Novilunio, talora due giorni dopo, talora 3, e forse 4; il che dipende da molte cagioni, da due principalmente.
La prima è la diversa velocità del moto proprio della Luna, con cui si scosta dal Sole, secondo che si trova nell’Apogeo, o nel Perigeo, come si è dichiarato; mentre in 24 ore talora avanza 11 gradi, talora 15, e perciò più presto, o più tardi esce dal crepusculo luminoso la sera.
La seconda e principal cagione è il diverso luogo della Luna nel Zodiaco: e vuolsi riflettere, che a fine che un Astro possa scorgersi fuori del crepuscolo chiaro, conviene che sia scostato dal Sole, o dall’orizzonte per un certo numero di gradi di distanza assloluta, o perpendicolare, che si chiama Arco di Visione, o di Emersione, il qual arco è diverso secondo la forza di lume che hanno le stelle, e i Pianeti; p. e. perchè si cominci a vedere la mattina avanti il Sole una stella di prima grandezza, bisogna, che sia lungi dal Sole 12 gradi, Giove e Mercurio 10, Marte e Saturno 11, Venere 5 (e talvolta si vede anche di giorno), per la Luna finalmente si ricercano 12 gradi (s’intende tutto questo col Cielo e coll’orizzonte sereno, e avuto riguardo alla varia forza di vista). Or la Luna nello scostarsi di tanto dal Sole perpendicolarmente, può impiegare più o manco di tempo, secondo i segni del Zodiaco, nei quali si trova; perchè altri tramontano più direttamente, altri molto obliquamente, il che fa gran differenza, come ognuno può capire, mentre per arrivare p. e. da un certo sito ad un muro farà ognun più presto, se prende il cammin dritto, che se andasse obliquamente.
I segni del Zodiaco, che tramontano direttamente, sono i segni Ascendenti, Capricorno, Acquario, Pesci, Ariete, Toro, Gemini, nei quali la Luna nuova si trova nei primi sei mesi dell’anno: allora essa parte dal Sole, e s’alza direttamente, spezialmente in Marzo: onde, combinandosi talor insieme il moto veloce del Perigeo, potrà vedersi la Luna forse il primo giorno dopo il Novilunio: si vedrà a guisa d’una barchetta parallela all’orizzonte, ove si può notare il proverbio de’ Marinari: Luna corcata, Marinaro in piedi; Volendo dire che minaccia tempesta, quasi che non fosse questa una posizione necessaria tutti gli anni nella Luna nuova di Marzo; ma perchè questa Luna per lo più è burrascosa, come vicina all’Equinozio, quindi è nato il Proverbio.
Se poi il Novilunio si fa nei segni Discendenti, da Cancro fino a Sagittario, il che accade negli altri sei mesi dell’anno, questi segni tramontando assai obliquamente, starà la Luna ad uscire dal crepuscolo e farsi visibile, 2, 3, e anche 4 giorni, spezialmente se concorresse vicino l’Apogeo col moto lento nell’orbita.
Tutto all’opposto accade alla Luna vecchia, perchè i segni del Zodiaco, che tramontano rettamente, nascono obliquamente, e vice versa; per intender le quali cose basta far girare il Zodiaco nella sfera armillare. Sicchè la Luna vecchia continuerà a vedersi tanto più vicina al Novilunio, quanto più tardi dopo si ha da scoprire la Luna nuova, come accade in Autunno, e all’opposto.
La gente del popolo credendo, che sempre ci sia un pari intervallo di tempo tra il vero Novilunio, e la Luna vecchia e nuova visibili; falla di un giorno, o due, e seguita a creder a suo modo: nè pure un’ecclisi di Sole che accada, la quale pone quasi sotto gli occhi la congiunzione della Luna col Sole, non toglie al popolo questa credenza. Mi ricordo nell’ecclissi del 1. Aprile 1764., che osservai a Montegalda, di non aver mai potuto persuadere un buon sacerdote, che in quell’ora si fosse fatta la Luna, sostentando pur egli che fosse fatta la notte precedente, non mi ricordo bene, se per un sensibile vento che era accaduto, o per esser passate tre mattine, che non aveva veduto la Luna.
Poichè siamo in questo argamento, renderò ragione di un fenomeno affine, di cui più volte ho sentito farsi stupore: come mai la Luna talvolta per molti giorni sembri nascere quasi alla stessa ora, quando altre volte ritarda quasi due ore da un giorno al seguente?
Ciò succede dalla mutazion di declinazione, che è grande în un giorno, quando la Luna passa per l’Equatore, poichè allora cambia di 5 in 6 gradi: la qual mutazione sola può accelerare, secondo la varia obliquità della sfera, o ritardare il levar degli Astri, di una buona mezz’ora; e poichè naturalmente ritarda 3 quarti d’ora, non vi sarà che un quarto d’ora di ritardo, del quale da una sera all’altra un non si accorge. Ma questo istesso quarto d’ora svanirà, se l’osservatore viaggiando, o navigando, si accosti un Grado o due al Polo: allora la Luna per molti giorni si vedrà nascere quasi alla stessa ora.
Succede ciò in questo clima, spezialmente nei mesi autunnali, dopo il Tondo della Luna; onde quei che villeggiano, vegliando e girando la notte, facilmente osservano questo fenomeno. Quanto poi si accelera il levare, tanto, anzi il doppio, ritarda il tramontare. Che se la Luna si vedrà tramontare quasi all’istessa ora, il che succede quando percorre i segni Discendenti nel Plenilunio, cioè nei primi mesi dell’anno, allora nasce ogni giorno il doppio più tardi, vale a dire un’ora è mezza, o due ore, dopo l’ora del giorno precedente.
Ritornando al far della Luna, v’è un altro modo di ritrovarne il giorno assai praticato, è sufficiente per l’uso popolare, ed è questo. Si somma l’Epatta dell’anno corrente col numero del mese, cominciando da Marzo inclusivamente: la somma si sottra da 30, se il mese ha 31 giorno; da 29, se ne ha 30: il residuo indica il giorno del mese, in cui fa la Luna. Per esempio si dimanda in qual giorno del mese di Novembre dell’anno 1781 farà la Luna. L’epatta è 4, Novembre è il mese nono da Marzo: 9 e 4 fanno 13. Levo 13 da 29, perocchè Novembre ha 30 giorni; il residuo 16 indica il dì della nuova Luna, e così è di fatto. Qui non si parla di ore. È anche fortuna che in questo mese la regola incontri il giorno vero del Novilunio. Per altro può fallare fin di due giorni, tanto avanti, che dopo. Poichè se computando coll’Epatte, e tenendo conto delle ore, il Novilunio medio si trova discordante dal vero talora di un giorno in circa; quanto più discorderà se si negligano le ore, e si facciano altri supposti per la facilità e prontezza del calcolo?
Per altro. questa regola, come basta per l’uso civile, così serve anche al nostro intento, ove si tratti delle mutazioni solite ad accompagnare i Novilunj, le quali, come fi accennò ancora, sogliono accadere in distanza de’ medesimi di qualche giorno.
Finalmente chi vuol saper l’ora e il momemo di un Novilunio, o di altra Fase, o deve computarlo sopra di buone Tavole Astronomiche, o servirsi di buone Effemeridi, o Giornali calcolati dagli Astronomi.
Dirò una parola sola d’un’altra quistione, che spesso si dibatte tra il popolo, di qual mese sia una luna? Se tal quistione avesse verun fondamento, sarebbe il più ragionevole d’attribuire una luna data a quel mese in cui cade il suo tondo, perchè allora occupa più giorni di quel mese che d’un altro. Ma nel Ciclo lunare, che abbraccia 19 anni solari, essendovi sette anni che anno 13 lune, a qual mese dovrà attribuirsi questa decimaterza lunazione? Dirassi, che la luna pasquale è sempre luna di Marzo, nel qual mese talora non ha nè pure un giorno? quistione vanissima: Veggasi il Discorso sopra la Denominazione delle Lune nel Giornale 1786.