Sonetti romaneschi/Campo vaccino IV

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Campo vaccino IV

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Campo vaccino III Er Moro de Piazza-Navona

 
     Sto cornacopio su le spalle a cquello
che vviè appresso a cquell’antro che vva avanti,
c’ha ssei bbracci ppiú longhi, e ttutti quanti
tiengheno immezzo un braccio mezzanello;
              5
     quello è er gran Cannelabbro de Sdraello,
che Mmosè ffrabbicò cco ttanti e ttanti
idoli d’oro che ssu ddu’ lionfanti
se portò vvia da Eggitto cor fratello.
              
     Mó nnun c’è ppiú sto Cannelabbro ar monno.
10Per èsse, sc’è; ma nu lo gode un cane,
perché sta ggiù in ner fiume a ffonno a ffonno.
              
     Lo vôi sapé lo vôi dov’arimane?
Viscino a pponte-rotto; e ssi lo vonno,
se tira sú pper un tozzo de pane. 1


10 settembre 1830 - D’er medemo


Note

  1. Con poco dispendio. Allude al tentativo creduto di facile successo ed eseguito veramente negli anni scorsi per mezzo di una macchina. Molti azionisti rimasero ingannati e perdettero le loro somministrazioni.