Sonetti romaneschi/La schizziggnosa II

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La schizziggnosa

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Er zervitore quarelato La Caccia de la Reggina

 
     Io te sto ssempre appresso, e ttu, Ggiascinta,
m’arivorti2 le spalle, e ffai la tonta. 3
Tu ddichi ch’io sò bbirbo; e ttu ssei finta:
chi è ppiú bbirbo de noi? famo la conta.
              5
     Tu ssei la bbirba, fijja, e dde che ttinta 4
ché vvedennome5 in callo6 pe la monta,
e nnun volenno7 mai dàmmela8 vinta,
ciài9 sempre a mmano cuarche scusa pronta.
              
     Un giorno è lla Madonna de l’Assunta:
10un antro10 hai sonno, e ssò11 bbuscíe de pianta:
un antro er coso mio tiè ttroppa punta.
              
     Mó ssei zitella! Ahú,12 «Ffiore de menta,
cuanno vierà cquela ggiornata santa
ch’er prete ve dirà: Ssete contenta?».13


Roma, 10 febbraio 1833


Note

  1. La schizzinosa.
  2. Mi rivolti.
  3. Stupida.
  4. E di qual peso! e di che grado!, ecc.
  5. Vedendomi.
  6. Caldo.
  7. Volendo.
  8. Darmela.
  9. Ci hai: hai.
  10. Altro.
  11. Sono.
  12. Il seguente è un ritornello. Vedi il Sonetto...
  13. Siete contenta? Formula di interrogazione che fa il sacerdote negli sponsali.