Sonetti romaneschi I/Er cotto sporpato

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Fremma, fremma Er ciàncico


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ER COTTO SPORPATO


 
     Evviva er zor-Don-Dezzio-co-le-mela!
Ste strade sce l’avete ariserciate… 2
Ah, ddiscevo accusí de scèrta tela <ref>Quando chi parla è interrogato sul senso del suo discorso ed egli non vuole rispondere

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ER COTTO SPORPATO


A tuono, dice quello che riporta il verso.</ref>
Che sse venneva sulle cantonate.
              
     Dite la verità, ttanto ve pela? 3
Sú ffateve usscí er rospo,4 vommitate: 4
Eh vvia, co’ nnoi cucchieri ste frustate? 5
Cascate male assai:6 semo de vela. 7
              
     Pare che cquanno ve smicciate8 quella
Benedetta-pòzz’-èsse, for dall’occhi
Ve vojji schizzà vvia la coratella.
              
     Pare c’avete d’aspettà li ggnocchi! 9
V’annerebbe un bocchino,10 eh sor Brighella?
Oh annateve a ccerca cchi vve l’immocchi.11


13 ottobbre 1830 - De Pepp’er tosto


  1. Innamorato cotto-spolpato.
  2. Riselciate. Questa si usa con chi passa continuamente sopra una strada per alcun fine.
  3. Vi scotta? (questo amore).
  4. 4,0 4,1 Parlate.
  5. A noi non se ne dànno ad intendere di queste.
  6. Capitate male.
  7. Siamo in umore di dar la baja.
  8. Guardate.
  9. State a bocca aperta come aspettaste, ecc.
  10. Vi andrebbe a genio un bocchino? Bocchino: cosa che cade in bocca aperta a riceverla.
  11. Che ve la imbocchi.