Sonetti romaneschi I/Li cancelletti

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Li cancelletti

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[p. 122 modifica]fece porre alle porte delle bettole un cancello onde per mezzo a quello si spacciasse il vino, ed alcuno non si fermasse dentro a bere. Così tutti bevevano per le strade, con non minorazione di scandalo.</ref>|prec=../Me ne rido|succ=../Er vino}}

LI CANCELLETTI


 
     Ma cchi ddiavolo, cristo!, l’ha ttentato
Sto pontescife nostro bbenedetto
D’annàcce1 a sseguestrà ccor cancelletto
Quella grazzia-de-ddio che Iddio scià2 ddato!
              
     La sera, armanco,3 doppo avé ssudato,
S’entrava in zanta pace in d’un buscetto 4
A bbeve5 co l’amichi6 quer goccetto,
E arifiatà7 lo stommico assetato.
              
     Ne pô ppenzà de ppiú sto Santopadre,
Pôzzi avé bbene<ref>Possano

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LI CANCELLETTI


Aver bene.</ref> li mortacci sui
E cquella santa freggna de su’ madre?
              
     Cqui nun ze8 fa ppe mmormorà, ffratello,
Perché sse9 sa cch’er padronaccio è llui:
Ma ccaso lui crepassi,10 addio cancello.11

no match[modifica]

Terni, 2 ottobre 1831 - De Pepp’er tosto


  1. Andarci.
  2. Ci ha.
  3. Almeno.
  4. Buchetto.
  5. Bere.
  6. Con gli amici.
  7. Ristorare.
  8. Si.
  9. Si.
  10. Nel caso ch’egli crepasse.
  11. Di fatti Pio VIII, successore di Leone, fece tor via i cancelletti, de’ quali in certi rioni il popolo fece tanti falò.