Sonetti romaneschi II/Er Carnovale smascherato

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Lei ar teatro Le gabbelle nove


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ER CARNOVALE SMASCHERATO


 
     Nonna, a li tempi ch’èrimo frittura 1
E jje sfilamio2 la conocchia e ’r fuso,
Se schiaffava3 una mmaschera, e cco st’uso
Sce4 fasceva stà bboni e avé ppavura.
              
     Me capischi? È ll’età cquella che scuso:
Cos’ha da fà una povera cratura
Cuanno sta sgangherata5 prelatura
Nun pò vvéde6 le mmaschere sur muso?
              
     Leva cuer po’ de mmaschere, che rresta
Der Carnovale? un torzo lisscesbrisscio, 7
Un urinale che nnun abbi vesta.
              
     Ma sti cazzacci cqui ppieni de pisscio
Ar Papa j’arivòrteno8 la testa
Come fussi una bboccia ar gioco-lisscio.9

no match[modifica]

Roma, 13 gennaio 1833


Note

  1. Eravamo fanciullaglia: come pescetti da friggere.
  2. Sfilavamo.
  3. Schiaffare: mettere vivamente (brusquement).
  4. Ci.
  5. Sgangherata.
  6. Vedere.
  7. Liscio, nudo.
  8. Rivoltano.
  9. Terreno battuto e chiuso da sponde in parallelogrammo, per giuocarvi alle bocce.