Sonetti romaneschi II/Er Logotenente

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
A mmi' mojje ch'è nnata oggi, e sse chiama come che la Madonna Monzignor Tesoriere


[p. 96 modifica]


ER LOGOTENENTE


 
     Come intese1 a cciarlà der cavalletto, 2
Presto io curze1 dar zor Logotenente. 3
“Mi’ marito..., Eccellenza, è un poveretto...
Pe ccarità... cche nun ha ffatto ggnente„.
              
     Disce: “Méttet’a ssede„. Io me sce metto.
Lui cor un zenno4 manna via la ggente:
Po’ me s’accosta: “Dimme un po’ ggrugnetto, 5
Tu’ marito lo vòi reo o innoscente?„
              
     “Innoscente„, dich’io; e llui: “Sciò6 ggusto„;
E detto-fatto cuer faccia d’abbreo
Me schiaffa7 la man-dritta drent’ar busto.
              
     Io sbarzo in piede, e strillo: “Eh, sor cazzeo. ..„.
E llui: “Fìjjola, cuer ch’è ggiusto è ggiusto:
Annate via: vostro marito è rreo„.


Terni, 6 novembre 1832


Note

  1. 1,0 1,1 Intesi, corsi.
  2. Supplizio di colpi sull’ano.
  3. Luogotenente criminale del Governatore.
  4. Cenno.
  5. Visetto.
  6. Ci ho.
  7. Schiaffare: introdurre con vivacità.