Sonetti romaneschi II/Er Papa novo

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
Er zegatore Er falegname


[p. 149 modifica]


ER PAPA NOVO


 
     Stavo ggiusto ar pilastro der cancello
Der cuartiere a cciarlà co’ lo scozzone,
In ner mentre smurònno er finestrone
E sbusciò er Cardinale cór cartello. 1
              
     E io so’ stato stammatina cuello
Ch’è entrato er primo drento in ner portone,
Cuanno er Papa saliva in carrozzone,
E l’ho arivisto poi sott’a Ccastello. 2
              
     Poi so’ ccurzo a Ssampietro; ma le ggente
Ereno tante in chiesa, bbuggiaralle,
Che de funzione nun ne so ddì ggnente.
              
     In cuanto sia portallo su le spalle,
L’ho vvisto; ma vvolevo puramente 3
Vedé ccome je bbrusceno le palle.4

no match[modifica]

Roma, 26 novembre 1832 - Der medemo


Note

  1. Il primo Cardinale Diacono che si affaccia alla loggia, appena smurata, ad annunciare al popolo la nuova elezione.
  2. Il Castello S. Angiolo, già sepolcro di Adriano, posto al di là del ponte Elio (oggi pariamente S. Angiolo), sotto il quale passa il corteggio del nuovo Papa che va ad incoronarsi al Vaticano.
  3. Pure, ancora.
  4. È opinione romana che la stoppa che si brucia avanti al nuovo pontefice nella funzione della incoronazione per simboleggiare la vanità della gloria, sia figurata in alcuni globuli di quella materia. Qui equivoco.