Sonetti romaneschi II/Er ballerino d'adesso

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Er giornajjere de Campovaccino Er teatro Pasce


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ER BALLERINO D'ADESSO


 
     Quer Monzù a ttordinone1 che ttiè ffora
Le zinne in ner ballà ccom’e Mmadama,
Si vvolete sapé ccome se chiama,
Io j’ho inteso de dí Rocca-priora. 2
              
     Tiè ccerti quarti tiè, per dina nora!,
Che ’ggni donna coll’occhi se lo sbrama:3
Frulla le scianche4 poi com’una lama,
E ccrederessi che cce ggiuchi a mmora.
              
     Io so cche cquanno terminò er duetto
Che ffasceveno lui co le du’ donne,
Pareva propio che ccascassi er tetto.
              
     E ddisse in piccionara er Zor Marchionne
Che mmanco ha inteso fà ttutto quer ghetto
Quanno upriveno l’occhi le Madonne.5


9 gennaio 1832 - Der medemo


Note

  1. Teatro Torre-di-Nona.
  2. Il signor Priora. Rocca-Priora è una terra della Sabina.
  3. Sbrana.
  4. Gambe.
  5. Prodigio narrato dal tempo della venuta de’ Francesi repubblicani, alla caduta del secolo passato.