Sonetti romaneschi II/Er caffettiere fisolofo

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L'orazzione a la Minerba L'occhiaticcio


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ER CAFFETTIERE FISOLOFO


 
     L’ommini de sto Monno sò ll’istesso
Che vvaghi2 de caffè nner mascinino:
C’uno prima, uno doppo, e un antro3 appresso,
Tutti cuanti però vvanno a un distino.
              
     Spesso muteno sito, e ccaccia spesso
Er vago grosso er vago piccinino,
E ss’incarzeno4 tutti in zu l’ingresso
Der ferro che li sfraggne in porverino. 5
              
     E ll’ommini accusí vviveno6 ar Monno
Misticati7 pe mmano de la sorte
Che sse li ggira tutti in tonno in tonno;
              
     E mmovennose8 oggnuno, o ppiano, o fforte,
Senza capillo9 mai caleno a ffonno
Pe ccascà nne la gola de la Morte.


Roma, 22 gennaio 1833


Note

  1. Filosofo.
  2. Vaga.
  3. Altro.
  4. S’incalzano.
  5. Polvere.
  6. Vivono.
  7. Mescolati.
  8. Movendosi.
  9. Capirlo.