Sonetti romaneschi II/Er corpo de guardia scivico

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
La sala de Monzignor Tesoriere Er prestito de l'abbreo Roncilli


[p. 10 modifica]


ER CORPO DE GUARDIA SCIVICO


 
     Er capitan’abbate Debbiticci 1
Che ssi mmette per dio mano ar palosso,
È ssalame capasce de dà addosso
A un squadron de carote e ppajjaricci, 2
              
     Spesso spesso ar quartiere se fa rrosso
Discenno lui che cce n’ha ppochi spicci, 3
E che ssi ar ronneggià4 ffamo5 pasticci
Ce fotte a tutt’inzieme in ner profosso.
              
     E sfodera oggnitanto la guainella
Pe ffà ffà le sercizzie6 a la scappona 7
A cquelli che nun stanno in zentinella.
              
     A ddu’ ora poi caccia la corona
Pe ddí er rosario, e ttiè la coratella 8
De mannacce9 a ddormí cco la padrona.10


8 gennaio 1832 - Der medemo


Note

  1. Alteramento del cognome russo Diebitsch, onde satirizzare l’avvocato, giudice, cavaliere, capitano Barbèri, uomo pieno di debiti e di stipendi.
  2. Pagliariccio: cipolla cotta al forno.
  3. Ch’è uomo risoluto.
  4. Nella ronda.
  5. Facciamo.
  6. Gli esercizi.
  7. In fretta in fretta.
  8. Ha il coraggio.
  9. Di mandarci.
  10. Tracolla.