Sonetti romaneschi II/Er medemo III

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Er medemo II Er teremoto


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ER MEDEMO III


 
     C’ha cche ffà er terramoto de Fuligno
Co la commedia der teatro Pasce?! 1
C’entra come ch’er fischio e la bbammasce 2
Come la fregna e ’r domminumzuddigno. 3
              
     E cquì ha rraggione lui Mastro Grespigno,
Cuer c’abbotta li fiaschi a la fornasce,
Ch’er terramoto è un spirito maligno
Che ttanto4 fa cquer che jje pare e ppiasce.
              
     Nun ze pò5 ppregà Iddio matin’e ggiorno
E annassene la sera a la commedia?
Cuesto che gguasta ar terramoto, un corno?
              
     Bella raggion der cazzo! propio bbella!
Perché ar Papa je trittica6 la ssedia
Se mette la mordacchia7 a Ppurcinella!

no match[modifica]

19 gennaio 1832 - Der medemo


Note

  1. Correva voce che si dovesse celebrare un triduo di penitenza con sospensione di recite nei teatri di Roma.
  2. Bambagia.
  3. Domine nun sum dignus.
  4. Ad ogni modo.
  5. Non si può.
  6. Trema. Può anche riguardarsi come allusione politica.
  7. Strumento da serrare la lingua.