Sonetti romaneschi II/Er medico de l'Urione

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Una bbella mancia Santa Marta che ffa llume a Ssan Pietro

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ER MEDICO DE L'URIONE


 
     “Ôh ssor dottore„. “Ebbene? l’ammalata?„
“Eh, un’ora fa mme la sò vvista bbrutta„. 2
“Perché?„ “Pperché ss’era intisíta3 tutta„.
“Niente: un poco di febbre risaltata„.
              
     “L’ha presa quella roba?„ “L’ha ppijjata„.
“Brava. E... dicevo... il vescicante?„ “Frutta„.
“Bene. Dov’è l’orina?„ “Uh! ll’ho bbuttata„.
“Ma, figliuola, l’orina, non si butta„.
              
     “Nun penzi: da cqui avanti je la lasso„.
“Brutta lingua!„. “Ce vò er vommitativo?„
“Stiamo a vedere come va da basso„.
              
     “E cquanno lo dirà?„. “Quando ritorno„.
“Tratanto posso fajje un lavativo?„
“Fatelo. E ci vedremo un altro giorno„.


8 ottobre 1835


Note

  1. Il medico del Rione. Ogni rione ha professori e medicamenti pagati dal Governo per soccorso de’ poveri. Ma i poveri! miseri poveri!
  2. Mi sono assai sbigottita.
  3. Si era tutta irrigidita nelle membra.