Sonetti romaneschi II/Er presepio de li frati

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Er presepio de li frati

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L'avaro ingroppato Panza piena nun crede ar diggiuno


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ER PRESEPIO DE LI FRATI.


 
     Sémo stati a vvedé ssu a la Rescèli1
Er presepio, ch’è ccosa accusì rrara,
Che ppe’ ttiené la ggente che ffa a ggara
Ce sò ssei capotóri2 e ddu’ fedeli.3
              
     L’angeli, li somari, li cammeli,
Si li vedete, llì stanno a mmijjara:
C’è una Grolia, che ppare la Longara;
E cce se pò ccontà lli sette sceli.

     Indietro sc’è un paese inarberato,
Dove sarta sull’occhi un palazzino,
Che ddev’èsse la casa der curato;

     E avanti, in zu la pajja, sc’è un bambino,
Che mmanco era accusì bbene infassciato
Er fio de Napujjone piccinino.

Roma, 27 dicembre 1832.

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Gloria. Così chiamasi nei presepi un direi quasi imbuto di nuvole, in fondo alle quali scorgesi il Padre Eterno col suo triangolo dietro al capo, chiamato dal popolo il cappello a tre pizzi del Padre Eterno. </ref> che ppare la Longara; 4
E cce se pò ccontà lli sette sceli. 5
              
     Indietro sc’è un paese inarberato 6
Dove sarta sull’occhi un palazzino,
Che ddev’èsse la casa der curato;
=== no match ===

              
     E avanti, in zu la pajja, sc’è un bambino,
Che mmanco era accusí bbene infassciato
Er fío de Napujjone7 piccinino.


Roma, 27 dicembre 1832 - Der medemo


Note

  1. La chiesa di S. Maria in Aracoeli sul Campidoglio, di cui vedi i sonetti… [Le Cchiese ecc., 15 genn. 32, nota 27; Er Presepio ecc., 12 detto; e parecchi altri]. Essa è di giurisdizione del popolo romano rappresentato dai Conservatori.
  2. Milizia capitolina, come suona il nome. Essa è formata dai capi d’arte della città e incede in uniforme rosso. Non sono però nè in numero nè di spiriti da dare gelosia a chi tutto il potere del Campidoglio usurpò.
  3. Famigli della Camera Capitolina de’ Conservatori di Roma, vestiti d’una curiosa livrea gialla e rossa. Sono essi tutti di Vitorchiano, uno de’ quattro feudi del popolo romano, e traggono il loro nome e la loro esistenza da una origine storica, come si vuole, dell’antica Roma.[“La vera origine dei Fedeli è questa. Circa il 1262, regnando Urbano IV, il Comune di Vitorchiano fu dal Senato Romano, per sue urgenze, impegnato a Giovanni degli
  4. Via di Roma che corre tra il Tevere e il Gianicolo, dalla Porta di Settimio Severo (Settimiana) a quella di Leone IV (di S. Spirito), restate senza alcun ufficio dopo l’addizione della Città Leonina al Trastevere e a Roma, fatta da Urbano VIII.
  5. Numero preciso de’ cieli del Cristianesimo.
  6. Inalberato: posto nell’alto.
  7. Napoleone.